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C'eravamo anche noi

RACCONTI MEMORIE > MEMOLI FRANCESCO

C'ERAVAMO ANCHE NOI: FATECI LARGO
(di Francesco Memoli)



Dopo cinquant’anni, in cui siamo rimasti sempre zitti e in disparte, ci è venuta voglia di far sapere a tutti che c’eravamo anche noi: Allievi del 59° Corso Sottufficiali Carabinieri.
In quell'immane disastro, mi viene da dire che fummo uno e trino. Si, “uno e trino”! Non per voler spodestare il Padreterno, ma per dire che, a modo nostro, abbiamo vissuto tre definizioni diverse, contemporaneamente, e cioè:
1.- "Fiorentini alluvionati", perché eravamo, sia pure pro tempore , abitanti della città di Firenze e, come tali, la nostra dimora ha subito, come le altre, le conseguenze della furia dell'acqua;
2 - "Forze dell'ordine mobilitate", perché, pur essendo allievi, siamo stati ugualmente “dirottati” in varie attività esterne di servizio disagiato;
3 - "Angeli del fango", perché, pur non essendo arrivati appositamente da lontano, abbiamo anche noi spalato fango e recuperato libri, quadri, e oggetti di valore di varia natura, presso la Basilica di Santa Maria Novella, adiacente alla nostra Caserma.
Abbiamo vissuto tutta l’alluvione, con travolgente intensità, ma non siamo stati visibili, anzi, ne siamo usciti estranei sotto tutti punti di vista. Inesistenti.
In altre parole, abbiamo vissuto un mese in cui ci siamo prodigati in solidarietà, se non pari a quella di tanti coetanei accorsi da lontano, ma quasi.
Un mese in cui abbiamo svolto un servizio impegnativo, se non pari a quello dei nostri colleghi arrivati fuori, ma quasi.
Un mese in cui (in casa) abbiamo subito disagi, se non pari a quelli della popolazione residente, ma quasi.
Eppure…
Eppure, per lungo tempo, nessuno, mai, ci ha considerati in nemmeno una delle tre definizioni!
A volte, curiosamente, sono stati i colleghi degli altri corsi, precedenti e successivi, a darci una collocazione identitaria chiara e precisa rispetto a quell’evento, cioè: alluvionati! Alluvionati, però, come sinonimo di impreparati.
Del termine alluvionato, infatti, i colleghi se ne servivano nelle oziose schermaglie verbali che, a volte, nascevano tra appartenenti a corsi di annate diverse. L’intento era screditare scherzosamente la competenza professionale dei frequentatori del corso tenutosi nell’anno dell’alluvione.
Solo vent’anni dopo, nel 1986, il Ministero della Difesa ha reso giustizia, valorizzandoci con la concessione di una medaglia di benemerenza per i soccorsi da noi prestati alla popolazione di Firenze. Un riconoscimento maturato dopo tanto tempo fa ritenere che è stato ben ponderato, quindi meritato e che finalmente ci qualifica sì alluvionati, ma alluvionati in veste di… Angeli… del fango. Perbacco!


 
 
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