Camera Reginale - palazzi di pregio

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Camera Reginale





MICHELE ROMANO L'ARALDICA SECOLARE DI SIRACUSA
COLLANA PENTAPOLIS EMANUELE ROMEO EDITORE

Stemma della Camera Reginale (1305-1536)Via del Consiglio Reginale, n. 13


vedi anche araldica secolare

Stato nello stato o quasi «regnum in regno», la Camera Reginale era costituita, oltre che di Siracusa, sua sede centrale, anche delle città regie di Lentini, Vizzini, Mineo, Paterno, Castiglione, Francavilla, Linguaglossa, S. Stefano di Biga e Pantelleria. Istituita il 28 agosto 1305, da Federi¬co II d'Aragona, XV Re di Sicilia '1296-1337), fu assegnata, come datario, alla regione siciliana. Fu soppressa nel 1536 da Carlo V Imperatore, XXVI Re di Sicilia, etc. (1516-1556). Monolite scultoreo sulla chiave di volta all'arco a tutto sesto del portale. Via del Consiglio Reginale, n. 13
Arma: (di...) all'Arcangelo Gabriele aureola¬to, alato, catafrattato di tutte pezze d'argento, armato di spada dello stes¬so, al braccio destro flesso ed alzato e al sinistro semiflesso e con la mano im¬pugnante una bilancia simboleggiante la Giustizia, e schiacciante, con i due piedi divergenti, tra collo e coda, il drago, simbolo del male Scudo: Trapezoidale
Stato di conservazione:
in discrete condizioni anche se richiede un urgente restauro conservativo

vedi anche:

http://www.archilabitalia.com/index.php?fl=3&op=mcs&id_cont=148&eng=Camera%20Reginale%20-%20Siracusa&idm=192

Siracusa ebbe il rango di capitale della Camera reginale (1302-1537).
La Camera Reginale costituì una sorte di "stato nello stato" ed era costituita dal feudo di un gruppo di città le cui rendite servivano da patrimonio personale delle regine del regno di Sicilia e di Napoli. Era una sorte di dotazione fornita alla sposa dallo sposo stesso, e passava di regina consorte in regina consorte.  
La presenza di una Corte favorì la rinascita di un ceto politico-burocratico locale, e diede alla città un'elegante impronta gotica, qui declinata con caratteri locali, che devono molto al gotico catalano (meno legato alla presenza dell'arco acuto, meno portato allo slancio in altezza, molto più sobrio e più amante delle superfici chiuse e lisce di quanto non lo siano gli esiti internazionali del gotico, specie quello "fiammeggiante").
La relativa decadenza causata dalla soppressione della Camera Reginale avrebbe frenato l'ulteriore sviluppo edilizio, conservando un aspetto fondamentalmente gotico e rinascimentale alla città, fino a quando il terremoto intervenuto in epoca barocca avrebbe costretto a ricostruire gran parte di Siracusa nello stile dominante al momento del sisma.


http://www.galleriaroma.it/1b%20Sito%20Dinamico/Amici%20della%20Galleria/Gli%20occhi%20di%20Aretusa/Pagine/Cortile%20Camera%20Reginale.htm

Cortile della Camera Reginale

Città luminosa nello splendore delle sue ricchezze architettoniche e circondata dalle insenature di vicoli e vicoletti, che nascondono storie e rarità di tempo passato. E’Siracusa: diversi popoli dominatori hanno lasciato le loro tracce nella terra d’Archimede e nell’isolotto di Ortigia in special maniera.
Siracusa è una città dai mille volti, che sa stupire il cuore non solo dei suoi figli, ma anche del turista, che rimane affascinato dalla cultura greca: abbiamo già citato per tutti l’esempio di Archimede, che ha lasciato il suo segno. In ortigia c’è un cortile, situato fra piazza Archimede e piazza Duomo, che ha una storia antichissima, anche politica, da raccontare.
E’ un cortile di via del Consiglio Reginale, ed anche il nome della strada non è casuale. Proprio in questi sito, infatti, aveva sede l’organo istituzionale della Camera Reginale. Il periodo storico è quello a cavallo fra il basso Medioevo e il primo scorcio dell’età moderna: siamo agli inizi del 1300 quando il Consiglio reginale nasce, in una Siracusa “ispanizzata”. La camera reginale di Spagna ebbe vita con esattezza dal 1305(1302 secondo altre fonti) al 1536 (qualche storico indica la data del 1538): con i suoi consiglieri militari e i suoi magistrati era uno stato nello stato,governato dalle regine aragonesi e castigliane (si può tranquillamente affermare che la Camera fu istituita come dono di nozze di Federico III d’Aragona alla moglie Eleonora d’Angiò)
La presenza di quest’organo decentrato favorì per Siracusa un periodo di autentico splendore, nei commerci come nella cultura e nell’architettura, ovviamente in un filo diretto, o meglio esclusivo, con la Spagna.
Nel 1536 o ribadiamo, 1538 fu Carlo V Re di Spagna che decise di abolire quest’organo, pensando ancora più in grande, tanto che la Sicilia tutta divenne per il suo impero una solida “piattaforma” nel cuore del Mediterraneo.
In quegli anni, comunque, la Camera Reginale aveva sede già da tempo presso il Castello Maniace.

http://www.ilportaledelsud.org/reginale.htm


Con il Vespro gli Angioini furono scacciati dalla Sicilia e Pietro d’Aragona, genero di Manfredi di Hohenstaufen, fu nominato re.
Non è chiaro quali motivi indussero Pietro ad arrivare sulla scena dei Vespri: chi dice che sia stato “convinto” da Giovanni da Procida, chi pensa che si sia deciso ad intervenire per rifarsi di una spedizione in nord Africa che era fallita all’ultimo momento, chi ipotizza che fosse stato invitato addirittura dal Papa che, deluso dal comportamento degli angioini, parteggiava ormai solo apparentemente per loro. Fatto sta che Pietro aveva il suo bell’interesse a presentarsi in Sicilia e ad accettarne il regno.
Siracusa accolse con grandi feste i nuovi regnanti che elargirono titoli nobiliari a chi si era distinto nella lotta contro i dominatori francesi.
Ma la guerra tra Aragonesi e Angioini non si placò, neppure con la morte di Pietro e di Carlo d'Angiò. Violante e Giacomo, figli di Pietro, erano sposati con Roberto e Bianca, figli di Carlo.
Giacomo, succeduto al padre, pensò bene di passare i possedimenti alla famiglia della moglie, ma i siciliani si sentirono traditi da Giacomo e nel 1296 nominarono loro re suo fratello minore Federico.
La discordia tra i due fratelli diede origine ad un ventennio di lotte. E Siracusa, nel timore di tornare sotto il dominio dei francesi, reagì con tale determinazione che ben poco durò l’assedio nemico. Alla resistenza cittadina parteciparono anche donne, vecchi e bambini. In riconoscenza di tale sostegno Siracusa ottenne dagli Aragonesi parecchi privilegi.

Palazzo Beneventano del Bosco, sede per un periodo della Camera Reginale
Re Federico si riappacificò, grazie alla mediazione di sua sorella Violante, con il re Roberto d'Angiò, marito di Violante. La tregua fu definitiva dopo che Papa Bonifacio VIII propose, nel 1302, un ulteriore intreccio dei legami tra quelle due famiglie: Federico sposò Eleonora d’Angiò, altra figlia di Carlo. Ed alla sposa assegnò in appannaggio nove comuni della Sicilia orientale con a capo Siracusa.
La regina aveva in pratica pieni poteri in questo stato nello stato (anche se il re non perdeva alcun diritto su quei territori), disponeva di una sua milizia, di un suo tribunale, aveva suoi magistrati. Nasceva quindi la Camera Reginale e Siracusa ne era la sede.
Morto Federico, salì al trono Pietro ed alla sua morte, avvenuta cinque anni dopo fu sua moglie reggente della corona per il figlioletto Ludovico. Ma Ludovico morì a soli 18 anni e re fu il fratello Federico sotto la tutela della sorella Eufemia. Nuova governante della Camera Reginale fu poi sua moglie Costanza di Castiglia.
La regina morì dando alla luce la figlia Maria e Federico governò la città come Signoria Demaniale per non farla cadere in potere dei nobili.
Nel 1337 La Camera era in mano di Maria che aveva ereditato tutto il regno. La giovane regina governava sotto la tutela del giustiziere Artale Alagogna che aveva pensato per lei un matrimonio con Galeazzo Visconti, nipote del signore di Milano. Non così la pensava Manfredi Chiaramonte che la rapì e la tenne prigioniera per due anni, prima in Sicilia (Augusta e Licata) e poi in Sardegna.
Maria tornò dopo due anni e sposò Martino. Nel 1398 ebbe un figlio, Federico, che all’età di due anni fu ferito a morte da una freccia durante un torneo. Per il dolore l’anno dopo morì anche Maria.
Il marito, re Martino si risposò con Bianca di Navarra e fu lei la nuova governante della Camera Reginale. Morto Martino, gli successe il padre Martino il vecchio.
Alla sua morte nel 1410, fu nominato re di Sicilia Ferdinando di Castiglia che richiamò in patria Bianca, che molti siciliani avrebbero voluto come regina, e soppresse la Camera Reginale. Questa venne ripristinata nel 1420 da Alfonso V che la diede in dote alla moglie Maria di Castiglia. Re di Sicilia fu nel 1458 Giovanni. Nel 1479 l’isola passò sotto Ferdinando. Nel 1516 la loro dinastia si considera conclusa giacché la figlia, Giovanna la pazza, fu regina solo nominalmente.
Nel 1517 salì al trono Carlo V che, dopo la morte della moglie Germana (1538), soppresse la Camera Reginale.


 
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