Palazzo Lanza Bucceri - palazzi di pregio

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Palazzo Lanza Bucceri

Casa catalana della prima metà del sec.XV, con scala esterna e loggia a colonnine poligonali (come quelle del Palazzo Abela-Danieli). Tutte le aperture dell'ordine terrano non hanno niente a che vedere con l'antica orditura muraria. Si tratta di porte ottocentesche, realizzate quando i bassi, dapprima rivolti all'interno, furono rimodulati per attività commerciali. Doveva apparire come un fortilizio, con una sola apertura al centro, con arco a tutto sesto cordonato ( come Palazzo Interlandi). Di grande interesse la finestra aragonese e, nell'estrema parte destra del palazzo, una bifora sveva tamponata. Duecentesco, come la piccola bifora tappata, è l'aquilotto incastonato alla meno peggio nella muratura. I marmi originali delle bifore provengono dalla regione di Gerona (Catalogna).(P. GIANSIRACUSA )






Il Palazzo Lanza - Bucceri, è il più antico degli edifici rimasti in piedi presso la Piazza Archimede, in passato noto anche come "Palazzo Platamone".
Esso, posto a sud ovest della piazza, è un palazzo sorto negli ultimi anni del 1300 che presenta però rifacimenti rinascimentali risalenti al 1400, e catalani rispettivamente risalenti al 1500 - 1600. Esso presenta una facciata piuttosto sobria caratterizzata da un portale semplice di forma rettangolare e da finestre a bifora (alcune delle quali vistosamente rovinate). Il Palazzo presenta anche stupende decorazioni scultoree. I locali inferiori del palazzo ospitano esercizi commerciali; quelli superiori sono abbandonati e necessitano di urgenti restauri.
conserva ancora gli stemmi sui capitelli delle colonnine (D’oro, col monte di cinque cime di nero, movente dalla punta, sormontato da tre conchiglie di rosso, allineate in fascia, ed un giglio del medesimo posto al capo, dichiara impostazione catalana, con una bifora che il vento e la pioggia hanno ricamato. Evidenti sono le manomissioni del prospetto, squarciato dalle grandi aperture nella composta cortina muraria. Nel prospetto l'aquila acefala dal volo spiegato che sporge dal paramento murario, la finestrella strombata e gli archi gotici murati fanno supporre la fondazione sveva del palazzo. All’interno una scala a cielo scoperto con la cornice che segue l’alzata dei gradini, conduce al loggiatino inglobato nelle successive fabbriche, ma ancora sufficientemente leggibile.

 FOTO MICHELANGELO BLANCO





  

  
Lanza (famiglia)
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Stemma della famiglia Lanza, ramo di Trabia
Arma
Blasonatura: d'oro, con un leone coronato di nero, armato e lampassato di rosso e bordura composta d'argento e di rosso.
Corona di principe e mantello di velluto scarlatto foderato d'ermellino.



Lanza (in alcuni documenti Lancia), nobile e antica famiglia siciliana. Nei secoli la famiglia ha accumulato in Sicilia le signorie di sette principati, di due ducati, di due marchesati e di una trentina di baronie, solo per citare le principali.
L'origine del cognome Lancia o Lanza è dibattuta. Riferisce lo storico seicentesco Filadelfo Mugnos[1] che i più comuni autori, tra cui molti autori Germani e Rocco Pirri[2], affermano che traggono il cognome dai duchi di Baviera, ipotesi sostenuta anche da autori più recenti[3][4]. La più sicura prova sarebbe un privilegio di Roberto il Guiscardo datato 16 dicembre 1080 dove si legge:
(LA)
« Ideo ad humilem supplicationem nobilis consanguinei nostri, fidelis dilecti Conradi Lanza, militis, ad praesens unius ex capitaneis nostrae militiae et descendentis ex ducibus Bavariae, nobis perrectam et suis maiorumque suorum consideratis servitiis et benemeritis... » (IT)
« Perciò all'umile supplica fatta a noi da parte del nostro nobile consanguineo, il fedele e diletto milite Corrado Lanza, attualmente uno dei capitani della nostra milizia e discendente dai duchi di Baviera, e considerati i servigi e le benemerenze sue e dei suoi avi... »
(Privilegio di Roberto il Guiscardo[5])
Secondo il Dizionario Biografico degli Italiani[6] deriverebbe invece dal primo loro esponente di cui si ha notizia con questo nome, Manfredi I Lanza (o Manfredo I, marchese di Busca, morto intorno al 1214): questi, secondo una ricostruzione mitica dei tardi commentatori come Iacopo d'Acqui e Antonio Astesano, avrebbe dovuto il nome per essere stato lancifero (o capitano della grande lancia) dell'imperatore Federico Barbarossa, ma un suo servizio all'imperatore non è confermata dalle fonti. Secondo alcuni genealogisti Manfredi era figlio di Guglielmo del Vasto, primo marchese di Busca e discendente di Aleramo del Monferrato, signore anche di terre nei pressi Loreto (Asti).
Altri, come il Villabianca e Pirri, sostengono, invece, che i Lanza fossero duchi di Baviera: da un Ernesto di Wittlesbach ( Duca di Baviera), trae origine la nobilissima famiglia Lancia o Lanza, e valeroso condottiero qual egli era verso l'anno 970 fu suprannominato il capitano della grande lancia di là il cognome Lancia o Lanza, trovato per il Wittlesbach. ( Pirri, Chronolo.Regum, f 46). E di questo Ernesto Lanza, derivò Corrado Lanza, suo figlio.

Lanza di Sicilia  
In Sicilia tutto inizia con Bonifacio conte d'Agliano[7] figlio di Corrado I d'Agliano e fratello di Manfredi. Il nobiluomo ebbe quattro figli da Costanza Maletta: Bianca che andò in moglie all'imperatore Federico II; Galvano che fu giustiziato con Corradino di Svevia nel 1268; Galeotto. Da Galeotto nacquero Corrado che fu Cancelliere del Regno di Sicilia nel 1297 e capostipite dei baroni di Ficarra e dei baroni di Trabia,tra la Domenica dei Longi Trabia ed castello di Messina ad Longi assieme Blasco Lancia o Lanza dei Longi, e Federico, Viceré del Regno di Sicilia nel 1258, durante il regno di Manfredi di Sicilia, figlio di Bianca Lancia. Nel 1256 Manfredi Lanza fu regio castellano e straticoto di Messina[8] da identificarsi forse con lo stesso che fu capitano giustiziere di Malta e Gozo.[9]
Il primo a possedere il feudo di Trabia è Blasco (Catania 1466 - Palermo 1535), dei baroni di Longi, celebre giurista, giudice della Gran Corte del Regno nel 1507 (carica conferita da re Ferdinando II di Aragona “il cattolico” e successivamente dall'imperatore Carlo V), deputato del Regno nel 1508, vicario generale in Sicilia nel 1514 e altre cariche ancora. Grazie al matrimonio con la figlia di Leonardo di Bartolomeo, protonotaro e presidente del Regno di Sicilia, ottiene il territorio di Trabia. Con privilegio del 14 novembre 1509 reso esecutivo dall'11 giugno 1510, questo territorio diviene feudo nobile. Il figlio di Blasco, Cesare Lanza è il primo barone di Trabia, oltre che di Castanea, feudo ereditato dalla madre: nel 1564 è anche primo conte di Mussomeli.
Trabia passa presto a Principato e Ottavio Lanza ne è il primo principe nel 1601. Giuseppe Lanza, duca di Camastra, è noto per essere stato il fautore della ricostruzione di Catania e del Val di Noto dopo il terremoto del 1693. Passano gli anni e i componenti della famiglia, quando Ignazio principe di Trabia, diventa consigliere aulico di stato dell'imperatore Carlo VI del Sacro Romano Impero, accostando la carica a quella di capitano giustiziere di Palermo nel 1717 e di pretore nel 1737.
Giuseppe Lanza di Trabia (1750-1855), archeologo e collezionista siciliano, gentiluomo di camera e cavaliere dell'Ordine di San Gennaro, ministro degli affari ecclesiastici, fece un ottimo e redditizio matrimonio unendosi con Stefania Branciforte dei principi di Leonforte e principessa di Butera: in questo modo vennero riuniti tutti i titoli e beni dei due casati.
Fra gli altri esponenti storici dei Lanza, Francesco Girolamo Lanza di Scalea che combatté nelle file dei Mille di Giuseppe Garibaldi: Francesco divenne poi senatore del Regno. Curiosità della famiglia è che sullo stesso fronte, ma opposto ai Mille, era presente il Tenente Generale dell'esercito borbonico, Ferdinando Lanza, che nel 1860 non riesce ad arginare, per un errore di valutazione, l'arrivo della spedizione garibaldina a Palermo, con le conseguenze storiche ben conosciute sull'avvio alla conclusione del regno borbonico.
I Lanza nella politica e nella cultura  


Lo scrittore Giovanni Lanza di Trabia, o Lanza del Vasto
• Pietro Lanza, principe di Scordia, illustre letterato e ministro del governo provvisorio di Sicilia nel 1848;
• Giovanni Lanza e Ventimiglia, letterato e drammatico morto nel 1868
• Ercole Lanza di Trabia (1813-1885), Senatore del Regno;
• Francesco Lanza Spinelli di Scalea (1834-1919), Deputato all'ARS;
• Ottavio Lanza Branciforte (1863-1938), Senatore del Regno;
• Pietro Lanza di Scalea (1863-1938), ministro e Senatore del Regno.
• Giuseppe Lanza di Scalea (1870-1929), fratello del presedente, sindaco di Palermo e senatore del Regno;
• Giuseppe Lanza Branciforte (1889-1927), Medaglia d'argento al Valor Militare (1916), Deputato al Parlamento e Sottosegretario di Stato alla Guerra (1920);
• Stefano Lanza Filingeri (1895-1973), Senatore della Repubblica per il Partito monarchico.
• Giuseppe Giovanni Luigi Enrico Lanza di Trabia (1901-1981), noto come Lanza del Vasto, poeta, scrittore, filosofo, con un occhio particolare per la religione e il misticismo, fondatore di comunità rurali (le Comunità dell'Arca) che seguivano dettami non violenti secondo gli schemi di Gandhi, di cui Lanza del Vasto fu seguace.
• Blasco Lanza D’Ajeta (1907-1969), diplomatico italiano
• Raimondo Lanza di Trabia (1915-1954), presidente del Palermo Calcio con più anni di permanenza in serie A, ben 6 dal 1948 al 1954.
• Gioacchino Lanza Tomasi (1934), musicologo.
• Giuseppe Lanza di Scalea, imprenditore
• Luigi Lanza Branciforte di Trabia, (1812/1892),Colonnello del Regno d'Italia
• Cipriano Lanza Branciforte di Trabia, Commerciante del Regio Governo d'Italia in Argentina negli anni 1874-1889 e 1914-1938
Adolfo Lanza Usatorre (jurista penalista) Lavora e habita a buenos aires chi sposa Dora Margarita Ines Tanco Gras Padilla di stato di Jujuy Argentina, di questa unione nace Balbina Dora Lanza Tanco de Cano chi ora 3 bambini Gabriela Cano Tanco, Exequiel Cano Lanza e Florencia Cano Lanza.



 
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