Palazzo Beneventano - palazzi di pregio

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Palazzo Beneventano

vedi anche:http://www.antoniorandazzo.it/nobili/beneventano.html


la biblioteca

Il Palazzo Beneventano del Bosco prospetta su Piazza Duomo, nell’isola di Ortigia. Eretto nel Quattrocento dalla famiglia Arezzo, fu sede della Camera Reginale e del Senato cittadino. Nel 1778 l'immobile fu acquistato dal barone Guglielmo Beneventano. Su disegno dell’architetto Luciano Alì, cominciò subito il rinnovamento dell’edificio: la semplice ma possente struttura quattrocentesca, si trasformò nel più rappresentativo palazzo dell’Ortigia barocca. I lavori di restauro durarono più di dieci anni. Nel 1788 si mise mano alle decorazioni: gli stucchi sono del palermitano Gregorio Lombardo, mentre gli affreschi e le pitture dei sopraporta sono di Ermenegildo Martorana; i cristalli furono fatti venire da Malta e da Venezia.
Nella facciata spiccano il monolite con le armi gentilizie dei Beneventano e l’epigrafe che ricorda la visita del Re Ferdinando di Borbone (25 aprile 1806). Per un vestibolo con volta decorata, si accede al primo cortile, dall’agile prospetto che richiama i modelli della facciata. L’effetto di profondità è aumentato dalla sapiente distribuzione delle proporzioni dello scalone centrale e dei due fornici laterali che aumentano l’effetto scenografico e volumetrico. In alto, severi mori, muti guardiani, scrutano i visitatori.
La pavimentazione del cortile è formata da un bellissimo acciottolato bianco e nero, che disegna per terra un fantasioso tappeto di pietra. I due piccoli vestiboli che fiancheggiano lo scalone centrale immettono nel secondo cortile nel quale spiccano la fontanella pensile figurata con mascheroni e la balaustra fiorita traforata del terrazzino. All’interno, elegante e sobria è la cappella, con il pavimento in ceramica policromaIl Palazzo Beneventano del Bosco prospetta su Piazza Duomo, nell’isola di Ortigia. Eretto nel Quattrocento dalla famiglia Arezzo, fu sede della Camera Reginale e del Senato cittadino. Nel 1778 l'immobile fu acquistato dal barone Guglielmo Beneventano. Su disegno dell’architetto Luciano Alì, cominciò subito il rinnovamento dell’edificio: la semplice ma possente struttura quattrocentesca, si trasformò nel più rappresentativo palazzo dell’Ortigia barocca. I lavori di restauro durarono più di dieci anni. Nel 1788 si mise mano alle decorazioni: gli stucchi sono del palermitano Gregorio Lombardo, mentre gli affreschi e le pitture dei sopraporta sono di Ermenegildo Martorana; i cristalli furono fatti venire da Malta e da Venezia.
Nella facciata spiccano il monolite con le armi gentilizie dei Beneventano e l’epigrafe che ricorda la visita del Re Ferdinando di Borbone (25 aprile 1806). Per un vestibolo con volta decorata, si accede al primo cortile, dall’agile prospetto che richiama i modelli della facciata. L’effetto di profondità è aumentato dalla sapiente distribuzione delle proporzioni dello scalone centrale e dei due fornici laterali che aumentano l’effetto scenografico e volumetrico. In alto, severi mori, muti guardiani, scrutano i visitatori.
La pavimentazione del cortile è formata da un bellissimo acciottolato bianco e nero, che disegna per terra un fantasioso tappeto di pietra. I due piccoli vestiboli che fiancheggiano lo scalone centrale immettono nel secondo cortile nel quale spiccano la fontanella pensile figurata con mascheroni e la balaustra fiorita traforata del terrazzino. All’interno, elegante e sobria è la cappella, con il pavimento in ceramica policroma


 

 

VISITA DI FERDINANDO III A SIRACUSA
Una  lapide posta sotto lo stemma del balcone centrale del Palazzo Beneventano del Bosco, ricorda che nel 1806 fu qui ospitato il re Ferdinando III di Borbone che, da lì affacciato, assistette alla rappresentazione di un dramma musicale, che si tenne su un palcoscenico fatto appositamente erigere di fronte al palazzo.
Questa l'iscrizione:
FERDINANDO III UTRIUSQUE SICILIAE REGI CLEMENTISSIMO QUI SYRACUSARUM PORTUA ET MOENIA ILLUSTRANDO HANC  AEDEM ADIVIT HONESTAVIT BEAVIT FRANCISCUS BENEVENTANO IN GRATI ANIMI PIGNUS ET ACCEPTI HONORIS MEMORIAM POSUIT DIE XXVII APRILIS MDCCCVI



FERDINANDO III UTRUSQUE SICILIAE
REGI CLEMENTISSIMO QUI
SYRACUSANORUM PORTUS
ET MOENIA LUSTRANDO
HANC AEDEM
ADIUIT HONESTAVIT BEAVIT
FRANCISCUS BENEVENTANO
IN GRATI ANIMI PIGNUS
ET ACCEPTE HONORIS MEMORIAM
POSVIT
DIE XXVIII APRILIS ANO MDCCCVI

Traduzione di: ENZO GAROFALO
Ferdinando III re clementissimo delle due Sicilie che visitando il porto e le mura di Siracusa entrò in questa dimora la onorò e la rese feliceFrancesco Beneventano a testimonianza della sua gratitudine e a ricordo dell'onore ricevuto pose (questa lapide)

lo studio

la scala interna



gli interni



 
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