Risi Nando - Galleria Roma Siracusa

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Nando Risi

Una Città incantata

Ho sempre pensato che la bellezza di una donna viva nei suoi occhi.
E, quasi fosse una donna bellissima cosi vedo la mia Siracusa.
Nelle prime ore del mattino, con la luce che appena rischiara la citta’
rivedo con occhi d'amore le romantiche stradine del centro storico,
Ortigia, e i suoi monumenti famosi che rifrangono la dolcezza del suo sguardo,e la rendono più desiderabile.
Occhi sempre belli nei colori tenui dell'alba.
E poi, la sua reazione alla fine del giorno!
Vado sulla terrazza che si affaccia sul porto.
Per godere dello spettacolo dei colori violenti del suo sguardo,
il rosso intenso che i suoi occhi irati irradiano:
e, dopo, il delicato rosa dell'iride che riempie
di una luce irreale le acque del porto
e le alture che lo circondano, i colli incantati del Plemmirio.
E ricordo che di tale sguardo rimasero affascinati, e ne poetarono,
perfino Cicerone, Goethe e D'annunzio.
Quanto intensa è la luce irreale della mia Siracusa,
quanto varia e imprevedibile nei colori magici
che emanano dal suo sguardo.
Pur nella sua diversa luminosità i suoi occhi sono sempre belli, proprio come i peccati e le virtù di una donna.


Dittico da un  cimitero di guerra

Allineata selva di ferro,
rugginosa geometria,
di un popolo di "croci",
nere invocazioni a braccia aperte
senza voce e senza risposte.
Croci piantate
su file e file di gobbe di terra.
Gobbe di terra
Come un abbraccio di madre
sulle ossa nascoste.
Sotto ogni croce
una prona gobba di terra,
teneramente vestita di erba
per l'ultimo abbraccio di madre
sulle ossa nascoste.

Ferdinando Risi da Mercatale di Vernio

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