Avolio Gaetano - Siracusani

Vai ai contenuti

Menu principale:

Avolio Gaetano

A-siracusani

le foto e i testi sono state digitalizzate dal libretto in copia concesso in uso dall'amico Antonio Fransoni siracusano di antica generazione al quale va il mio GRAZIE più sentito
GAETANO AVOLIO ING.AIU. PROV, DI PRIMA CLASSE
RACCOLTA DI DISEGNI DI EDIFIZI - PROGETTI E PARTICOLARI DECORATIVI, GIÀ PUBBLICATI NEI PERIODICI:
L'INGEGNERIA MODERNA L' ARCHITETTURA PRATICA - MEMORIE DI UN ARCHITETTO - L'ARTISTA MODERNO - MEMORIE DI ARCHITETTURA PRATICA
SIRACUSA PREM. TIP. E RILEG. DEL « TAMBURO » 1921

documentazione pdf










Tav. I.
Edicola per la famiglia Magnano di S. Lio, nel cimitero di LENTINI.
(Da L'INGEGNERIA MODERNA di Napoli, diretta dall'Ing. Capo del Genio Civile March. Gennaro Pepe — Anno I. N. 19 — 15 ott. 1900).
Presento ai lettori dell'Ingegneria, la fotografia di una splendida edicola funeraria costruita nel viale principale del cimitero di Lentini per la famiglia del Cav. Francesco Magnano di S. Lio. Ne è autore l'egregio Signor Gaetano Avolio dell' Uff. tec. provinciale di Siracusa, valoroso disegnatore, il quale presentò il lavoro particolareggiato in quattro tavole a grande scala. La costruzione dell'opera fu diretta dall' Ing. Cardillo di Lentini.
Sono dolente di non poter pubblicare la veduta dell'interno, decorato con gusto artistico, per non essere ben riuscita la fotografia.
Ecco alcuni dati principali:
La edicola ha base quadrata di m. 5, 50, ed un'altezza di m. 12,50 sino all'estremo della croce che sormonta la cupola ottagonale. L' interno è pure a base quadrata, con un arco per ogni lato, sostenuto da eleganti pilastri e lesene, simili alle colonne della porta di ingresso. Sovrastante agli archi evvi la trabeazione, sulla quale poggia la cupola.
I colombari sono disposti a destra e a sinistra di chi entra; sono dieci, (cinque per lato) e raggiungono l'altezza dei pilastri sino alla imposta degli archi, le luci semicircolari dei quali, artisticamente scompartite, si sono utilizzate per celle di ossarii.
L'opera si fondò sulla roccia a m. 2 dal piano di campagna.
I materiali impiegati furono: La pietra calcare bianca della contrada S. Giuliano per tutti i lavori di decorazione. Il marmo bianco e bardiglio per la pavimentazione e per le lastre di chiusura dei colombari.
La covertura della cupola è a travi di ferro e cemento.
La composizione architettonica non differisce dai molti monumenti improntati allo stile stesso, sono però rimarchevoli le decorazioni interne a stucco e dorature, non che i capitelli finamente lavorati.
La spesa totale raggiunse le L. 7000.



Progetto pel Palazzo Municipale di Palazzolo Acreide.
(Da L'INGEGNERIA MODERNA di Napoli diretta dall'Ing. March. G. Pepe — Anno II - N". 17 — 13 Sett. 1901 ).
Il nome di Gaetano Avolio non è nuovo ai lettori di questo periodico.
L'anno scorso pubblicai di Lui una graziosa edicola costruita nel cimitero di Lentini per la famiglia Magnano di S. Lio, e quest'anno ho pubblicato un suo interessante esame critico dei progetti di acquedotto per la città di Siracusa, che è la sua città natale.
Al presente egli ha il titolo di disegnatore presso l'Ufficio tecnico provinciale di Siracusa, ma, come il Curri e il Fonseca ed altri qui in Napoli, sotto questo nome modesto si nasconde il titolo che I'Avolio merita di portare con orgoglio, quello cioè di appas¬sionato cultore di architettura. Appassionato nel vero senso della parola, di quel calore elevato che imprime nel cuore e nella mente dei suoi figli, lo infuocato suolo siciliano.
Questo prospetto del Palazzo municipale di Palazzolo, dalle linee puree dallo stile che opportunamente rivela il carattere dell'edificio, al quale prospetto risponde una pianta saviamente distribuita, dimostra ancora una volta il valore dello Avolio, la cui modestia non mi permette di aggiungere altra parola di lode.
La Giunta Comunale di Palazzolo incaricò per la redazione del progetto l'Ing. G. Picone, il quale non avendo il tempo di occuparsene, delegò per la parte architettonica lo Avolio e per il computo e stima il Sig. Ing. La Licata.
Ecco alcune notizie bastevoli a mettere in rilievo i criterii che ispirarono il progetto ed il modo come vennero estrinsecati.
Superficie — La superficie su cui deve elevarsi il fabbricato, è di mq: 474,00 circa, compresi mq: 43,00 occupati da un cortile comune.
Pianterreno — Delle tre entrate dello avancorpo, la centrale comunica col vestibolo; quella sinistra dà accesso alla sala del pubblico per l'Ufficio delle poste e telegrafi; quella a destra all'Ufficio delle guardie civiche.
'Primo piano — Mediante una scala a rampe giranti, della larghezza di m: 1,50, si sale a I. piano. Quivi due corridoi larghi m: 1,50 disimpegnano completamente tutti gli ambienti. Nel prospetto principale sonó disposte; L'aula consiliare - il gabinetto del sindaco con la relativa anticamera - la sala degli sponsali - il gabinetto del segretario. Negli altri prospetti trovansi quattro stanze per Ufficii, il locale per 1' archivio, i cessi; non manca il magazzino ed un ripostiglio. La spesa preventivata è di L. 35, 000, 00.




Tav. III. e IV.
Palazzo delle Scuole Comunali di Pachino.
(Vedi: L'ARCHITETTURA PRATICA diretta dall'Ing. Arch. Daniele Ponghi Prof, di Architettura nella R. Università di Padova. Annata VII N. 6; e L'INGEGNERIA MODERNA  Anno VI N. 5 - 30 Maggio 1905).
Comincia in Italia a prender voga una opportuna costumanza che da tanti anni esiste in Francia ed altri paesi dell'Estero, l'associazione cioè dell'Ingegnere e dell'Architetto nei progetti di pubblici e privati edificii.
È un metodo, che trae la sua necessità di essere dal fatto che le conoscenze tecniche dello architetto nelle loro estreme finalità pratiche sono alquanto diverse da quelle dell'ingegnere moderno, per quanto una sensibile affinità corra fra le due professioni. Concetto codesto, che speriamo finirà per entrare nel cervello dei preposti all' istruzione classica dei futuri professionisti, e faccia cessare quella ibrida creazione dell'Ingegnere - Architetto, che allo stato della scienza e delle esigenze sociali è un'anomalia, un danno ed una vergogna.
Così pel progetto dell'edificio scolastico di Pachino nella Provincia di Siracusa, l' Ing. Cav. Costa si è associato al nostro valoroso collaboratore l'Arch. Gaetano Avolio, già troppo noto ai lettori di questa Rivista per i tanti lavori da lui pubblicati in queste colonne
Riassumiamo dalla relazione del progetto gli elementi tecnici speciali che lo informano.
Scelta dell'area. Il fabbricato sorgerà nell' isolato assegnato dall' Amm. Comunale avente per confini: A nord la via Depretis larga m: 4,00: a sud la via Buonarroti larga m: 3,50; ad est la via Annita larga m: 8,00; ad Ovest la via Washington larga m: 8,00. Le dimensioni in lunghezza e larghezza sono ml: 39,80 x 36,20 —mq. 1440,76.
Divisione dei locali scolastici nei piani dell' edifizio. Attesa la limitata superficie assegnata, si sono ubicate le scuole maschili a pianterreno e le scuole femminili a primo piano.
Gl'ingressi alle due sezioni sono completamente indipendenti. La sezione maschile ha l’ingresso in via Annita, la sezione femminile in via Washington; però amendue possono mettersi in comunicazione mediante la porta praticata nello androne in via Washington di fronte al portone d'ingresso.
Il pianterreno, elevato sul piano stradale per altezza media di m: 1.00 mediante un riempirne di pietrame di cava, è coperto da volte eseguite pietrame arenario e gesso secondo l'uso locale, sulle quali poggia il pavimento del 1. piano.
Il 1. piano oltre della tettoia è coperto da volte di canne e gesso con centine di legname abete, stando fra il soffitto e l'armatura del tetto uno spazio vuoto sufficientemente ventilato.
Capacità delle aule scolastiche. Il numero d classi e la loro superficie sono state calcolate in conformità allo specchietto fornito dal Direttore d scuole, tenendo in conto il possibile aumento degli alunni
 Scuole maschili
Classe 1.a Sezione l.a N. 56
» la » 2.a » 82
» l.a » 3.a » 69
» 2.a » l.a » 64
» 2.a » 2.a » 78
» 3.a » l.a » 57
» 3.a » 2.a » 50
» 4.a   » 44
» 5.a   » 30
 Scuole femminili
Classe l.a Sezione l.a N. 79
» l.a » 2.a » 63
» 2.a » l.a » 48
» 2.a » 2.a » 47
» 3. a   » 59
» 4.a   » 33
» 5.a   » 13
marcata differenza fra il numero degli che frequentano le prime classi e quello della classe, devesi ascrivere al bisogno che si sente padri di famiglia, in maggioranza contadini, di rie! mare dalla scuola i loro figli per dedicarli all'agricoltura appena raggiungono l'età dagli 11 ai 12 anni sono in grado di poter leggere e comporre una lettera Ragioni di spazio e di convenienza hanno consigliato di preferire al tipo dei banchi a due posti in due o tre file, il tipo dei banchi a quattro posti, che troverà sempre larga applicazione nelle scuole elementari dei piccoli comuni rurali, i quali per le limitate risorse finanziarie non possono sostenere spese rilevanti per arredamenti. Ogni banco ha la lunghezza di m. 2 e la larghezza di m. 0.72.
Porte, finestre e pareti delle aule scolastiche. Le porte di accesso alle aule hanno le dimensioni di me¬tri 1,00 X 2,00 e su di esse è praticato uno sportello mobile nel senso orizzontale. Le finestre sono con sole imposte a vetri divise in due parti: l'inferiore a due sportelli da aprirsi nel senso verticale, la superiore ad un solo sportello ad imitazione di quelli che sormontano le porte menzionate. Le pareti e le volte delle aule sono preventivate con intonachi bianchi, gli zoccoli (alt. m: 1,50) in giro, ai quattro lati degli ambienti dipinti con olio di lino e color grigiastro con ultima passata a vernice.
Direzione. La direzione è unica per le due sezioni e sebbene a 1. piano è notato con tal nome un altro vano, desso deve ritenersi come sala di riunione delle maestre.
Essendo in uso nelle scuole di chiudere la porta d'ingresso dieci minuti dopo l'orario prescritto, si è creduto superfluo praticare una finestra di spia nel muro fra l'androne ed il gabinetto del Direttore per dar agio di osservare chi entra e chi esce dall'edifizio e ciò perchè un alunno non potrà allontanarsi dalla scuola senza il concorso del custode, il quale tiene in suo potere la chiave della porta d'ingresso.
Corridoi. I corridoi sono aperti, hanno la larghezza di m. 1,95 a pianterreno e di m. 2,10 a 1. piano. A primo piano i parapetti fra gli archi hanno l'altezza di m: 1,50, onde evitare che si possa guardare nel cortile.
Palestra ginnastica. E stata situata a pianterreno e sarà comune ad ambo i sessi come si è operato in edificii di maggiore importanza di quello in esame.
Nelle ore destinate agli esercizii ginnastici della sezione femminile si aprirà la porta fra l'androne di via Wasthington ed il corridoio della sezione maschile di cui si è fatto cenno precedentemente, cosicché gli alunni e le alunne avranno le uscite sempre dai portoni della rispettiva sezione.
Latrine e custodi. Per i cessi, situati in un corpo di fabbrica che forma avancorpo nel cortile, sono state prese tutte quelle precauzioni indispensabili per evitare che i cattivi odori siano trasmessi ai corridoi. Ritirate appartate per i maestri e lavandini completano questi locali tanto raccomandati.
Le stanze per i custodi sono ubicate presso le latrine per agevolare la sorveglianza dei ragazzi che vi si recano per i loro bisogni.
Lo importo totale dei lavori ascende a L. 75.000, comprese L. 10.000 per espropriazione dell'area da occuparsi.
Il progetto è stato approvato con lode dal Ministero dei lavori pubblici.






Tav. V.
Progetto di edifizio per le scuole comunali di Ferla.
( Da le MEMORIE DI UN ARCHITETTO - Torino - Periodico di architettura diretto dall' Arch. Prof. Adolfo Frizzi — Vol. XV. Fase. IV.  V. ).
L'Arch. Avolio da Siracusa ha voluto comunicarci un altro dei suoi diligenti lavori, l'adattamento a scuole femminili di una parte dell'ex monastero di Feria del quale ne ebbe incarico dall'Ing. V. Moscuzza che nell'occasione gli rilasciò un attestato di stima.
Le classi sono situate al primo piano, essendo già adibiti ad altri usi i locali del piano inferiore.
L' Avolio si interessò in modo particolare della fronte sulla nuova via, cercando di conservare le preesistenti aperture.
I lavori furono studiati in modo da poter essere eseguiti in due distinti periodi, nel secondo dei quali compiendo tre nuove aule sulla residua area della Chiesa attuale, come indica il disegno.
Il tecnico, che giudica questo lavoro, è d'uopo si renda interprete della preoccupazione del progettista, il quale con spesa mitissima ha dato veste architettonica ad un muro di monastero avente aperture disposte senza alcun nesso, e studiando il modo di evitare i piccoli risarcimenti di muratura, che per quanto ben fatti, danno luogo sempre a lesioni. Perciò ricorse al partito delle finestre bifore, le quali, mentre hanno fatto rispettare quasi tutti i muri divisorii esistenti, daranno alle aule la massa di luce necessaria ed al prospetto il carattere competente al genere di edifizio. (L'Inge¬gneria Moderna - Anno VII N. 2).
Il progetto quantunque elaborato in brevissimo tempo, fu munito di tutti gli alligati prescritti dal Regolamento delle opere pubbliche per conto dello Stato.
Il preventivo di spesa ammonta a L. 27.000, di cui L. 1 1.200 per la facciata principale, la scala, la ritirata e la sistemazione delle prime quattro aule e L. 15.800 pei prospetti sulle vie Corso e Monastero, le tre aule supplementari ed il corridoio centrale.





Tav. VI. e VII. L'Ospizio Umberto 1. in Siracusa.
( Da L'ARCHITETTURA PRATICA diretta dall' Ing. Ardi. Daniele Bonghi, Prof. di architettura dell’Università di Padova — Anno VII - Fase, I.)
L'Ospizio dei fanciulli abbandonati Umberto I., ha lo scopo di ricoverare per esservi educati ed ammaestrati in qualche arte, cento derelitti, che privi di genitori cominciano a sentire sin dall'infanzia le privazioni della vita e l'alito della corruzione.
Località. - Il fabbricato ha base rettangolare e sorge nell'isola N. 35 del nuovo piano regolatore (antico piano Montedoro) avendo per confini: a Nord il nuovo Corso Umberto I. largo m. 20; a Sud la stazione ferroviaria del Porto grande; ad Est la via Gae¬tano Zummo; ad Ovest la via Palermo.
'Piano generale del fabbricato. - Lo studio della composizione della pianta, fu sin da principio reso difficile dalla condizione imposta al progettista, di ubicare l'oratorio pubblico al centro del prospetto principale. Emerge chiaro dai disegni, che per quanto si sia lesinato nelle dimensioni di questo ambiente, pure in considerazione che esso sarà 1' unico dove si amministrerà il culto per gli abitanti di quel nuovo e fiorente quartiere, ha lunghezza tale da raggiungere quasi la metà dei prospetti laterali, in corrispondenza dell'asse dei vestiboli e delle scale di accesso al 1. piano. Però in seguito a studio accurato, la distribuzione planimetrica è riuscita così da corrispondere in massima alle esigenze della igiene ed alle prescrizioni regolamentari, raramente messe in pratica del tutto, anche in edifizii di maggiore importanza e con superficie non limitata come nel caso specifico.
Il pianterreno, elevato di circa un metro sul piano del marciapiede della strada, è destinato a vestiboli, gabbie di scala, aule, laboratorio, direzione, custodia, cucina, refettorii, dispensa, ecc.
Il primo piano, a dormitorii, abitazione della direzione e vigilanza, infermeria, farmacia, locali per biancheria e vestiario, lavatoio, biblioteca.
Vestiboli e scale - A metà dei due prospetti laterali sonvi le porte di entrata ai vestiboli, dei quali, quello di via Gaetano Zummo serve di accesso al pubblico, mentre quello di via Palermo per il personale impiegato nell'Ospizio.
Le scale sono a rampe giranti sostenute da travi di ferro; la larghezza è di m. 1,50 con alzata di m. 0,15 e pedata di m. 0,32, corrispondente al passo di m. 0,62.
Corridoi - L'unico corridoio d'importanza è quello che partendosi dai pianerottoli delle due scale, gira i tre lati del cortile, mettendo in comunicazione i diversi locali dell'edifizio; la larghezza libera è di m. 2,00. A pianterreno è aperto, a primo piano chiuso.
Laboratorio - Il vasto laboratorio ha la superficie di mq: 197 ed un volume d'aria di me: 1 103. Esso è illuminato da ben 9 finestre ognuna di m. 1,30x2,60.
Aule scolastiche e sala di sfogo –
Come rilevasi dalla pianta del pianterreno, le aule per l'insegnamento sono due, da aumentarsi a tre quando se ne riconoscerà il bisogno. Esse hanno una superficie maggio di quella occorrente, ma si è creduto conveniente largheggiare, per il possibile incremento che avrà l'Ospizio e per dare agio a poter accogliere ragazzi, cc detti esterni, i quali potranno essere educati e curati durante il giorno, come in seno alle loro famiglie.
Nel caso che la terza aula venga occupata, allo come si è adoperato per simili edifizii, potrà utilizzarsi come sala di sfogo il refettorio; del resto, clima mitissimo di Siracusa, come ha consigliato progettista di evitare i caloriferi, spesa che sarei stata sprecata, così ha ritenuto più utile per lo spazio di trattenimento e ricreazione, utilizzare il cortile, nonche il corridoio che lo circonda. La luce unilaterale è stata adottata come la più confacente, e quindi per la sola aula che prospetta sul Corso Umberto I., si avrà la cura prima di iniziare le lezioni, di chiudere le due finestre che stanno di fronte al posto della cattedra e della lavagna, che offenderebbero la vista del precettore.
Non mancano gli armadii ricavati in grossezza di muro a disposizione degli insegnanti per deporvi, sia gli oggetti di loro pertinenza sia degli allievi.
Refettorii e cucina - Dal corridoio aperto a pianterreno, si accede ai due refettorii, uno per i ricoverati, l'altro per i superiori. Sono disposti in modo da essere serviti facilmente dalla stessa cucina e sono forniti di armadii vetrati per conservare il vasellame e la cristalleria in uso per l'ospizio.
Dormitorii - I vasti e comodi dormitorii al primo piano, possono, riducendosi le distanze fra i letti alle disposizioni igieniche regolamentari, essere capaci di un numero maggiore di posti. Spazi liberi per attaccapanni, comodini ecc. completano questi locali tanto raccomandati.
Infermeria - L'infermeria ha esposizione a mezzogiorno e levante ed è completamente isolata. Vi si accede dalla farmacia, ove può collocarsi un letto, qualora non si credesse più conveniente di far dormire lo infermiere nella stessa stanza degli ammalati. Con apposito ascensore si porteranno dal sottostante refettorio le vivande.
Lavatoi e cessi - Il tipo che si è adottato per i lavatoi è quello a doppia fila degl'Istituti magistrali di Prussia. I cessi si sono avvicinati per quanto è stato possibile ai dormitorii, tenendo conto che i fanciulli temono, specie di notte, di allontanarsi molto dal dormitorio.
Hanno concorso alla costruzione dello edilìzio, sebbene con somme limitate, molti Municipii della Provincia, il Consiglio provinciale e la carità cittadina. Degni sono di nota i sussidii dei Comitati Pro Sicilia di Firenze e di Roma, che hanno spedito la somma di L. 5000 per ciascuno a beneficio di questa opera altamente umanitaria.
La spesa complessiva dell'edificio è calcolata fra le 175 e 180 mila lire.
Nel dì dell'inaugurazione di una parte dello edificio, il Comitato, così scriveva al Sig. Avolio.
“In questo giorno solenne in cui si inaugura l'Ospizio Umberto I., il Comitato rivolge con affetto  il pensiero alla S. V. e plaude alla riuscita dello edificio da Lei progettato.
E mentre le manifesta la sua gratitudine per l'opera amorosa, solerte e disinteressata prestata da V. S. nella direzione di tutti i lavori di costruzione, confida che anche in avvenire vorrà adoperarsi, come per il passato, per il completamento di un'opera così altamente morale e civile.”
Siracusa 1 Giugno 1908.
IL COMITATO
Cav. Avv. Filippo Di Natale V. Presidente della Deputazione Provinciale
Cav. Luigi Vinci Sindaco di Siracusa
Cav. Orazio Nava
Bar. Giuseppe Bonanno
Cav. Uff. Francesco Innorta Consigliere di Prefettura
Canonico Concetto Barreca





TAV.VIII.
Edicola per la Famiglia Lantieri nel cimitero di Ferla.
(Da le MEMORIE DI -UN ARCHITETTO - Annata XII - FasC. VIII).
Lo studio della Cappella gentilizia di Ferla è dovuto al nostro collaboratore Sig. Avolio, esperto ed accurato disegnatore, che mentre s'interessa appassionatamente di arte edilizia e di architettura, tratta in diverse monografie a stampa delle più importanti quistioni economiche riflettenti la sua città natale, Siracusa.
L'edicola Lantieri in corso di esecuzione è stata prevista per la spesa di L. 3000, non comprese le fondazioni.
Il prospetto principale è tutto in pietra da taglio.
L'interno è semplice e severo, in armonia con la facciata. Notansi dodici colombari, sei per lato. Alla parete che fronteggia l'ingresso, si addossa il piccolo altare di rito. Il pavimento di quadrelli della ditta Patriarca di Catania; la volta di pietrame arenario e cemento. Le falde dei pioventi sono in calcestruzzo di cemento rivestite di quadrelli.



Tav. IX.
Villino economico del Sig. Luigi Greco in Siracusa.
( da le MEMORIE DI UN ARCHITETTO — Torino Volu¬me XII. - Fase. V.).
Abbiamo ricevuto dal nostro collaboratore siracusano Sig. Avolio una serie di villini economici rappresentati da disegni e da fotografie dal vero, che egli ebbe occasione di studiare e costruire nei dintorni della sua città.
Tutti sono limitati al solo piano terreno, secondo l'uso locale. Il terreno roccioso e secco che domina in contrada Teracati, all' Isola ed ai Cappuccini, si presta molto per edificarvi casini di questo genere. Del resto i mattoni del pavimento, oltreché avere un sotto-strato di calcestruzzo (pietrisco, pozzolana e calce), sono rialzati di un metro dal piano della campagna da un riempimento di pietra di cava.
In questo numero presentiamo frattanto la villetta eseguita pel Sig. L. Greco. L'architettura è senza pretese, ma decorosa: di buon effetto il finto paramento a filari di cotto, con mattoni di due grossezze.
La spesa totale fu di L. 2900, che certo non potrebbe essere così limitata in altre regioni.




Tav. X. Villino per l'Ing. V. Moscuzza.
(Da le MEMORIE D[ UN ARCHITETTO — Torino - Vo¬lume XIII - Fase. VII - VIII. ).

Ancora un esempio di villino economico del Sig. Gaetano Avolio.
Questo fu elaborato per conto del Sig. Ing. Moscuzza, il quale tracciò personalmente la planimetria.
Tale villino sorge nella borgata S. Lucia presso Siracusa, ha fondazioni profonde circa m. 4,00; il sua costo è dato dal seguente specchietto:
Scavo di terreno forte sassoso . L. 36,48
Riempimento con pietrame di cava . . » 102,78
Muratura in fondazione e in elevazione » 1075,59
Pietra da taglio arenaria . . . » 98,67
Pietra da taglio calcare bianca ...» 332,23
Muretti di lastroni arenarii .... » 339,24
Intonachi interni ed esterni . >» 275,84
Mattonati e gradini » 191,31
Volte di canne e gesso » 172,01
Invetriate ed imposte .... » 509,03
Mostre e brachettoni » 81,36
Embriciato e tubolatura zinco ... » 54,44

Lavori diversi e decorazioni . » 451,05
3951,80
Tettoja »                               230,77
Totale                                                L.3951,80

 

TAV.11

Edicola per la Famiglia Leonardi a Francofonte, costruita sullo stesso tipo nel cimitero di sortino per conto della famiglia sortino.
(V. le MEMORIE DI ARCHITETTURA PRATICA - Edita F.lli Fiandesio & C. Torino - Anno 1911 - Volume III Fasc. 11 e L'ARTISTA MODERNO di Torino diretto dal Prof. Rocco Carlucci. Anno XI - N. 3 ).
Il nostro collaboratore Architetto Gaetano Avolio di Siracusa, ci ha testé comunicata la fotografia della edicola funeraria da lui progettata e diretta che qui riproduciamo. Essa fu eseguita per incarico del Sig. Avv. Paolo Sortino.
L'area assegnata misura m. 4,50 per lato, con le quattro fronti libere.
Secondo l'uso locale i colombari sono disposti internamente, fuori terra nei fianchi, con cinque posti per parte, aventi ciascuno superficie di m. 2 X 0,50.
Attraverso il cancellino d'ingresso si vede un piccolo altare addossato alla parete di contro. Le finestre superiori sono ripetute su ogni lato con vetrate a colori. Il pavimento della cappella è rialzato di m. 0,60 dal terreno. L'altezza complessiva è di m. 7,70. Nella costruzione - molto accurata secondo 1' abitudine dell'architetto, piuttosto assiduo e rigoroso sorvegliatore - entra specialmente la pietra delle cave di Melilli, che tanto bene si adatta per fini lavori di rivestimento e ornamentazione.
La spesa si aggirò infra le lire 3200.





Tav. XII.
Caserma dei Reali Carabinieri di Francofonte.
( Da L'INGEGNERIA MODERNA — Anno VIII N. 1 ).
Sin dal 1900 l'Ufficio tecnico provinciale di Siracusa aveva redatto il progetto di ricostruzione della Caserma dei RR. CC., perchè il vecchio convento, a tal uso adibito, non presentava più le necessarie garenzie di solidità e quindi non abitabile. Ma le due tendenze diverse manifestatesi in seno all' Amministrazione, se convenisse cioè costruire il fabbricato a nuovo utilizzando il materiale ricavabile dalla demolizione, oppure affittare una casa privata da adattarsi a Caserma, influirono grandemente nel ritardo dei lavori, i quali poterono appaltarsi verso la fine del 1 905 alla impresa Cultrera Giovanni Alessio da Francofonte.
Il fabbricato ha 1' area di circa mq: 300,00 e si eleva su parte della superficie che occupava l'antico convento, avendo per confini: a Nord e ad Ovest la via Savonarola, a Sud la Piazza Umberto I. e ad Est il residuale convento di proprietà comunale.
Il materiale adoperato pel rivestimento esterno delle murature e per la decorazione dei prospetti, proviene dalla cava Roccarazzo che fornisce la pietra da taglio arenaria compatta di colore giallo scuro.
Del progetto pubblichiamo il prospetto in piazza Umberto I. che è tutta opera del nostro valoroso collaboratore Gaetano Avolio, il quale sebbene ebbe l'incarico della parte architettonica, dovette apportare anche modificazioni alla planimetria. L'opera fu dalle stesso contabilizzata.
L'importo totale dei lavori ascese a L. 21.340 del lorde del ribasso d'asta, così distinto:
Demolizione e sgombro di materiali . . L. 737,7
Spianamento di roccia per l'impianto dell'opera » 156,5
Muratura di pietra e malta di calce e sabbia vulcanica » 3648,8
Pietra vulcanica ........ » 316,1
Pietra da taglio arenaria della cava Roccarazzo   » 2785,00
Pietra da taglio calcare di Palazzolo » 46,00
Muretti di pezzottelli arenarii per divisioni » 2625,00
Volte e controvolte di pietrame e gesso » 2005,
Lavori di scorniciatura » 300,
10. Travatura di ferro, bulloni e tiranti . . * 309,
1 1. Pavimenti » 1 100,
Intonachi interni ed esterni .... » 1828,
Ferro fucinato per grate e parapetti . » 952,
Tettoia completa  » 875
Invetriate, imposte, succieli e brachettoni » 2530
Lavori a stima . . . . . ... » 580;
Lavori diversi  » 540
Totale L. 21340


 

Tav. XIII - XIV. - XV.
Nuova facciata della casa del Prof. G.NARO A SIRACUSA -
(DA MEMORIE DI ARCHITETTURA PRATICA –Vol.I Fasc.II
Il Prof. Giovanni Naro, proprietario di una presso Io sbocco della via Capodieci a Siracusa, 1905 dava incarico all'Arch. Avolio di riformarne completamente la facciata in modo che avesse l'aspetto di una vera e propria palazzina.
Il prospetto prescelto per l'esecuzione è riprodotto nelle tavole XIII e XIV, mentre la XV dà la veduta dell'opera finita, priva però del portone d'ingresso. La direzione dei lavori fu affidata al Sig. Avolio stesso e in quattro mesi tutto fu compiuto, senza che gl'inquilini abbandonassero il loro alloggio e senza oltrepassare le cinquemila lire di spesa, comprese alcune riparazioni alle fabbriche interne L' Architetto dovette necessariamente rispettare le antiche aperture e le altezze dei piani esistenti. Con accorgimento diede corpo a sè alla porzione di casa a destra del riguardante, in cui l'interasse era diverso, replicando al primo piano il balcone. All' ultimo momento dovette poi introdurre due porte anziché una sola, per la ragione che la palazzina essendo abitata da due distinte famiglie, si domandavano ingressi separati.
Per la zoccolatura fu adoperata la pietra da taglio arenaria forte color giallo chiaro, per le cornici, le lesene, il rivestimento delle murature e le decorazioni, si usò pietra da taglio calcare bianca delle cave in contrada Chiusazza. Per le murature e per cementare assieme i varii pezzi, si usò la malta semidraulica. Ai balconi ed ai balconcini rasati vennero applicati parapetti di ferro battuto. Alle finestre del pianterreno i telai a vetri recano inferiormente una parte cieca, affinchè dalla via non, si veda all'interno. I lavori furono eseguiti per cottimo dall' Impresa Salvatore Agati e Maiolino.








Tav. XVI. Tipo di Caserma per cinque carabinieri. ( DA Le MEMORIE DI UN ARCHITETTO — Voi. XVI - Fasc. XII ).
Questa tavola contiene un progetto di piccola Caserma che l'Arch. Avolio compilò per incarico dell'Ing. Capo dell'uff. Tecnico Provinciale di Siracusa. Si riferisce ad un tipo di accasermamento per piccoli drappelli di carabinieri da stabilirsi nei minori Comuni della Provincia di Siracusa. L' edificio, a due piani, isolato da tutte le parti, copre area di 20,60 X 1 1,90 con annesso cortiletto, adatto specialmente pei servizii di scuderia, avente una seconda uscita. AI piano inferiore sono gli ufficii, le camere di sicurezza ecc ; il piano superiore in parte è riservato alle camere da letto pei carabinieri, in parte a formare un quartierino per il sott'ufficiale ammogliato.
La facciata è assai semplice: il muro inferiore è rinzaffato con malia comune mista a coccio presto, superiormente è intonacato a calce sabbia e color giallo. Lo zoccolo è in pietra da taglio. Il costo dell'opera è presunto in L. 181 10,00 di cui L. 950 per acquisto del terreno. Tale prezzo è desunto dai dati di fatto della misura finale dei lavori per la Caserma di Villasmundo.



Tav. XVII.
Edicola per la Famiglia Musco nel cimitero di Sortino.
(Da L'INGEGNERIA MODERNA — Anno IX N. 4 - 15 Maggio 1908).
La edicola funeraria che presentiamo ai nostri lettori improntata allo stile moderno, fu elaborata l'anno scorso per conto del Sig. Luigi Musco dell'Arch, Gae¬tano Avolio.
Essa occupa una superficie di mq: 16 non tenendo conto degli sporti dei pilastri e dei gradini esterni.
Contiene dieci colombari fuori terra che sono ricavati negli spessori dei muri destro e sinistro.
Nella parete di fronte alla porta d' ingresso evvi l'altarino.
Le fondazioni hanno la profondità di circa m: 1,00 e sono state eseguite con muratura idraulica la cui malta é composta di calce e pozzolana di Bacoli. Pel rivestimento esterno è stata adoperata la pietra da taglio di Melilli.
I tonachini sono eseguiti con malta di gesso e calce bianca stacciata.
I lavori sono stati assunti per la somma di lire tremila dallo appaltatore Salvatore Bonavia da Siracusa.


 




Tav. XVIII. - XIX. Villa dell'Avv. Bruno Valenti a Spaccaforno.
(Da le MEMORIE DI ARCHITETTURA PRATICA — Torino - Voi. I. - Fasc. V.
A tre chilometri da Spaccaforno, sopra una bella altura, l'Avv. Bruno Valenti già possedeva una casa a pianterreno che volle poi trasformare in ricca villa, dandone incarico all'Architetto Avolio di Siracusa. Si tratta quindi di un'opera di adattamento ed abbellimento. L'architetto dovette conservare i principali muri, la destinazione dei locali del pianterreno ed il lungo balcone al primo piano - particolarità assai ambita in provincia di Siracusa.
La scala fu studiata ricavandola al centro dello edifizio e viene illuminata da tre finestre che corrispondono sulla fronte principale e preferibili ai soliti lucernari sul tetto.
Il dislivello dal vestibolo al primo piano è superato con 30 alzate di mm. 175 ciascuna. A terrazzo è ridotta la parte centrale del coperto e vi si perviene a mezzo della scaletta attigua alla cucina che permette altresì di trar partito da alcuni locali del sottotetto.
I locali abitati dal proprietario al primo piano sono disimpegnati da tre corridoi intorno alla gabbia della scala. La decorazione interna fu trattata con certo lusso: a quella esterna accenna la Tav. XVIII.
I lavori secondo la consuetudine locale si eseguono in economia e a periodi.






Tav. XXII. - XXIII.
Progetto di Palazzina del Prof. Franzò a Spaccaforno.
( Da le MEMORIE DI ARCHITETTURA' PRATICA -, Torino - VolIII  fasc. IX,)
Di questi giorni è stata iniziata la costruzione a Spaccaforno di una palazzina per abitazione del prof. Pietro Franzo sopra un terreno di sua proprietà.
La palazzina - della quale elaborò i disegni l'Arch. Gaetano Avolio di Siracusa - occupa un'area di m. 17 X 14,50. Uno dei lati più lunghi, a nord, è a filo della pubblica via, la quale è in rialzo di m. 3,00. Così verso questa parte mentre l'edifizio si presenta con due soli piani, ne appariscono tre verso gli altri lati, come indica la facciata verso il giardino ed uno dei fianchi qui rappresentato in scala metà della figura seguente. La palazzina è impostata sulla roccia e contro essa si appoggia sul lato nord: così il piano terreno è perfettamente salubre ed abitabile.
Vi sono le camere per la servitù, la cantina, il locale pel bucato ecc. L'area coperta è accresciuta da un ambiente riparato e fresco, ricavato sotto il balcone maggiore. Lungo il ciglio della strada sarà costruito un parapetto in muratura sormontato da una cancellata in ferro, con pilastrini in pietra determinanti le varie campate. Il piano terreno ha l'altezza di m: 3,00, il pri¬mo misura m: 4,30 e circa m: 4,50 l'ultimo.
La maggiore altezza della palazzina è di m: 1 3,90 compreso l'attico.

L'A. volle fare una casa di abitazione di tipo signorile e collocò la scala al centro, circondandola di ambulatori. Con questa disposizione egli potè ottenere uno sviluppo comodo e completamente disimpegnato di locali, simmetrici, ma non senza spreco di area. La disposizione planimetrica dei piani principali è indicata chiaramente nella tavola XIII. Le facciate se non contengono elementi nuovi di decorazione architettonica, nel loro assieme sono decorose e rispondenti al carattere dell'edifìzio.

 



Tav. XX. - XXI. Riforma del palazzo Oddo a Siracusa.
(V. L'INGEGNERIA MODERNA Anno XI-N. 1 e le MEMORIE DI ARCHITETTURA PRATICA - Voi. I. Fasc. XII)
Il Palazzo Oddo che fu ricostruito dopo il terremoto del 1693, appartiene attualmente alle famiglie Ardizzone, Barresi e Sipione, ciascuna delle quali ne ha una parte.
Fino a pochi mesi addietro lo stabile era in stato deplorevolissimo e pericolante. L'incarico di studiarne il restauro coll'aggiunta di un piano, venne affidato al nostro Arch, Avolio dal Comm. Luigi Sipione. Il progetto se piacque al committente, incontrò opposizioi di ogni sorta da parte degli altri proprietarii, dal Municipio e dall'Ufficio per la conservazione dei monumenti: ma lo Avolio col suo carattere risoluto e battagliero, seppe vincere ogni ostacolo ed il lavoro di restauro per la porzione di proprietà Sipione è ormai un fatto compiuto, e giova sperare che il buon esempio sia presto seguito dagli altri interessati, affinchè lo stabile si presenti uniforme a decoro della via Roma L'A. dovette rafforzare con ferri e catene tutto l’edifizio per assicurarne la stabilità: la tanto temuta sopraelevazione, per avere un nuovo piano abitabile non fu che di 90 centimetri. Se l'Architetto stesso modificò alcun poco le linee architettoniche primitive i sacrificò alla stabilità qualche curioso particolare, seppe conservare carattere di grandiosità al vetusto palazzo vegliando, com'è suo costume, con solerte ed appassionata cura alla perfetta esecuzione di ogni operi murata.
E notevole osservare come tutti i lavori di restauri furono condotti senza recar disturbo alla viabilità, senza che le famiglie ed i negozianti che abitano in quella casi abbiano dovuto sloggiare od interrompere il loro traffico,
L'appalto fu assunto dalla Impresa Agati e Sabbio,
L'ammontare dei lavori di muratura, legname e ferro ascesero a L. 27,000.
Le decorazioni delle volte furono eseguite per cottimo dall'artista Bracciante.


 


Tav. XXIV. XXV. Casa della Sig.na Beatrice Picone a Siracusa
Questa casa, tanto durante lo studio del progetto, quanto nel periodo della costruzione, presentò alquante difficoltà, specialmente per le minacce di litigi fatte dai proprietarii ad essa confinanti, i quali risentivano danno dalla elevazione dei nuovi piani.
Dal confronto dell'aspetto della vecchia facciata con quella nuova, sorge , chiaro che la soluzione è artisticamente soddisfacente, tanto più che dovettero mantenersi alcune porte e finestre nello stesso sito in cui erano ubicate.
Nelle piante sono indicate tutte le modificazioni apportate alle vecchie fabbriche.
L' importo totale dei lavori ascesce a L. 20,000.
Le opere murarie furono eseguite dallo appaltatore Annibale Santoro, quelle di legname dall' appaltatore Domenico De Bonis.



TAV.XXVI. XXVII
CASA ABELA – IMPELLIZZERI A SIRACUSA SOPRAELEVAZIONE SULLA PROPRIETA’ DELL’AVV. EDUARDO IMPELLIZZERI
I fratelli Impellizzeri sono proprietarii del piano nobile dello edifizio rappresentato nella Tav. XXVI. Nel 1912 l'Avv. Eduardo volle rendere più redditizia la sua quota e incaricò l'arch. Avolio di redigere il progetto di sopraelevazione, per trarne due nuovi appartamenti.
La composizione della pianta è alquanto studiata. I muretti divisorii degli ambienti che non si elevano sulle murature del piano sottostante, sono sostenuti da travi di ferro a doppio T collegati da squadre e bulloni.
L'appalto dei lavori fu assunto dalla Impresa Agati e Sabbio, lo importo dei lavori ammontò a L. 17,500
così distinto:
Muratura di pietrame e malta di calce e sabbia L. 1960,66
Muretti di lastre di pietra arenaria e tavelloni di cemento » 1525,98
Pietra da taglio calcare . . . » 1255,56
Scorniciatura di pietra da taglio » 358,74
Travatura di ferro a doppio T, squadre, bulloni e parapetti .... » 2395,42
Travatura di legname nuova e ricollocazione in opera di quella proveniente dalla demolizione, per solai e tettoia » 1362,28
Tegole nuove compresa la riponitura in opera di quelle vecchie, embriciati, tubi di zinco e di ghisa ...» 430,91
Intonachi interni ed esterni . . » 593,72
Intelaiate di legname, canne e gesso » 467,98
Volte e soffitti di canne e gesso con centine di legname ...» 878,13
Liste di legname per la tettoia . » 207,84
Ponitura in opera di mattoni di cemento
forniti dal proprietario ...» 410,00
Gradini, soglie e lastre di marmo . » 1085,73
Tubi di grès, cessi, focolai, lavandini » 1088,45
Invetriate attintate . , . . » 806,72
Imposte attintate .... » 1556,29
Brachettoni scorniciati attintati . . » 332,94
Decorazioni delle volte e attintatura delle
pareti, compresi gli zoccoli . . » 500,00
Lavori diversi . . . . » 282,65
Totale L. 17,500,00



Tay. XXVIII. XXVIX.
Edicola funeraria Rigazzi nel cimitero e Sortino.
( V. L' INGEGNERIA MODERNA di Napoli, diretta dalli Ing. March. Gennaro Pepe. Anno XVI N.7 e L' ARTISTA MODERNO di Torino diretto dal Prof. R. Carlucci Anno XII. N.17)
Illustrammo a suo tempo le edicole funerarie Musco e Sortino sorte quasi contemporaneamente nel cimitero di Sortino, le quali furono riportate dopo, in altre Riviste d'arte italiane ed estere. E oggi con compiacimento pubblichiamo i disegni di una terza edicola del medesimo nostro valoroso collaboratore, Arch. Gaetano Avolio, da costruirsi nello stesso cimitero per conto del sig. Notar Rigazzi, che sarà completata in tutti i suoi particolari prima della fine dell'ottobre p. v.
Le fondazioni sono previste costituite da una platea generale di muratura di pietrame e malta idraulica.
La muratura fuori terra, di pietra da taglio calcare delle rinomate cave di Melilli e malta di calce e sabbia, salvo per la zoccolatura, per la quale si è reputata necessaria la malta idraulica e la pietra lava dell'Etna.
La cupola terminale con armatura di travetti di ferro a T e volte cementizie, ha intonachi e decorazioni parimenti di cemento, opportunamente colorati.
Internamente, negli spessori dei muri destro e sinistro, sono ricavati dodici colombarii, cioè, n. 6 per lato chiuse da lastre di marmo.
In questa, a differenza delle altre due edicole sopra ricordate - che hanno gli ossarii sotto il pavimento - i vuoti degli archi sui colombarii sono stati utilizzati per dar posto a due artistici tumoli di legno e cristallo, destinati a ricevere gli avanzi di quei cadaveri che per avventura si togliessero da quei colombarii allo scopo di dar posto ad altri cadaveri sopraggiunti.
La spesa totale si aggirerà infra le L. 5000.




Tav. XXX. XXXI. XXXII. XXXIII.
Campanile per la Chiesa della ss. Annunziata a Spaccaforno.
(V. L'INGEGNERIA MODERNA - Anno XIII N. 4 e I.'ARTISTA MODERNO Anno XIII N. 15).

Il nostro valoroso collaboratore l' Arch. Gaetano Avolio di Siracusa che distratto dagli affari del suo ufficio da parecchio tempo non si occupava di questa Rivista, ci ha trasmesso un suo recente lavoro, che come i tanti precedenti merita di essere pubblicato. Il campanile rappresentato in tutti i suoi dettagli nelle, tav. XXX. XXXI. XXXII. XXXIII. sorgerà isolato a pochi metri dalla Chiesa della SS. Annunziata, che è sulla vasta piazza omonima.
Ha base quadrata di lato m. 7,80 e l'altezza sino alla punta della croce terminale di m: 44,50, Le fondazioni già eseguite sono incastrate nella roccia compatta La muratura in elevazione è prevista di pietrame e malta semidraulica rivestita di pietra da taglio calcare delle cave di , Spaccaforno; la cupola è di mattoni della fabbrica Penna di Scicli.
La spesa si aggirerà infra le L. 30.000.
Al nostro valoroso collaboratore, che mantiene alto il culto dell'architettura nella sua bella Siracusa, ancora una volta le nostre congratulazioni e ad mayora.


Tav. XXXIV.
Altare: Maggiore della Chiesa Madre di Floridia.
(V. L'ARTISTA MODERNO — Anno XVI N. 15. 16.).
Nella Chiesa Madre di Floridia venne da poco eretto il nuovo altare maggiore conforme ai disegni della Tav. XXIV nella quale oltre alla pianta alla scala 1:50 sono riportati il prospetto e il fianco alla scala 1:25.
L'altare, costruito tutto in pietra da taglio delle cave locali, ha la lunghezza di m: 4,40 e  
l’ altezza di m: 2, 40 dal pavimento allo attico della trabeazione finale.
La mensa è alta m: 0,98 sul piano del secondo gradino ed è sostenuta da due mensole.





TaV. XXXV. XXXVI.
Progetto di riforma della casa della sig.a Gaudioso a Francofonte.
La Sig.ra Gaudioso proprietaria di una casa ad un piano in Francofonte, volle studiato un progetto per la elevazione di un secondo piano e per la riforma e consolidamento del prospetto prospiciente nella piazza principale del paese.
Il disegno del nuovo prospetto debitamente quotato e quello della pianta del 2. piano, non richiedono chiarimenti.
Il coperto fu previsto a terrazza,
L'opera fu preventivata per L. 9500.00 cioè:
Demolizioni L. 217,80
Opere murarie ...» 5000,50
Opere di legname . . » 2053,84
Ferro a T e lavorato . . » 770,00
Lavori diversi ...» 1457,86
Tornano L. 9500,00



Tav. XXXVII. XXXVIII1.
Sistemazione dell' Aula pel Consiglio Provinciale di Siracusa.
L'Aula del Consiglio Provinciale di Siracusa non fu completata secondo il progetto d'arte originario redatto dallo Ufficio tecnico provinciale, e perciò, sin dalla sua inaugurazione si notarono alquanti inconvenienti causati dalla mancanza delle stanze addette ai Consiglieri e dalla mancanza del disimpegno dello spazio assegnato al pubblico.
I Consiglieri difatti, dovevano sostare negl' intervalli fra le discussioni nel corridoio dietro la spalliera circolare degli stalli, assieme agli uscieri ed agli impiegati, mentre la permanenza di persone in tale corridoio, era causa di susurii fastidiosi, durante le sedute del Consiglio.
Col progetto di sistemazione eseguito, si eliminarono le manchevolezze lamentate.
Si disposero gli stalli lungo i muri rettilinei della sala, e si riservò al pubblico la parte circolare, alla quale si accede per una comoda scala di marmo indipendente.
I due archi che decoravano le pareti destra e sinistra, furono con opportuno partito sostituiti da due eleganti tribune.
Si provvide agli ambienti necessarii ai Consiglieri, cioè: spogliatoio, salotto, ritirata, lavabo.
Agli uscieri di servizio si assegnarono le due stanzette a destra del seggio presidenziale, dalle quali essi possono agevolmente recarsi nell'Aula propriamente detta e nello spazio dove sta il pubblico.
La direzione dei lavori - con speciale laudativo ordine di servizio dell'Ing. Capo dell' Ufficio tecnico Luigi Schisano - fu affidata allo Avolio, il quale aveva redatto i disegni d'insieme e di dettaglio.
L'appalto fu assunto dal sig. Giuseppe D' Aquino da Siracusa. Le decorazioni su legno noce furono eseguite nel laboratorio D'Aquino; quelle su pietra da taglio, dagli artisti Salvatore Agati e Luciano Patania.
L'importo totale dei lavori ascese a L. 1 3.287,93, giusta la misura finale redatta dal predetto Direttore dei lavori, così distinto:
Demolizioni ..... L. 93,29
Muratura . . . , . » 371,90
Pietra da taglio calcare ...» 642,31
Taglio a foiza su vecchia muratura » 104,13
Voltine di pietrame are¬nario e gesso . » 162,23
Divisioni di canne e gesso con telai di le¬gname . . . » 1 10,94
Intonachi . . » 173,87
Travi a T. bulloni e ferro lavorato . » 593,25
Lavori ] di scorniciatura e scultura a stima. » 2965,31
l Attintatura ad olio di lino e colore nell' into¬naco delle tribune. » 56,44
m) Imposte di legname po¬nentino. . . » 48,42
n) Succieli, solette e bra-chettoni . . » 10,00
o) Pavimento di legname compresa la sottostante impalcatura . . » 939,33
p) Spalliera, banchi, mobili, stalli pei consiglieri e balaustrata. . » 5398,75
q) Tappeti riccione ^ . . » 693,45
r) Sedie e poltrone di Vienna . . > 144,00
s) Tavoli per i segretarii e per la stampa » 128,00
t) Tendoni di velluto rosso e appoggiatoi nella TRIBUNE 359,00
u) Lavori diversi 294.31
Totale L. 13287,93




Tav. XXXIX.
Cappella Gentilizia per la Famiglia del comm. Bruno nel cimitero di Spaccaforno.
La cappella gentilizia per la famiglia del Comm. Bruno, doveva costruirsi nel cimitero di Spaccaforno nel 1915 in economia, secondo l'uso locale, e difatti erano state gettate le fondazioni costituite di un blocco monolitico di calcestruzzo (pietrisco e malta di calce e pozzolana di Bacoli) delle dimensioni di m: 6,75 X 5,80 X 1,80.
Ma la guerra sopravvenuta, il rincaro della manodopera e L’impossibilità di avere alcuni materiali di buona qualità, fecero decidere la Baronessa Bruno a rimandar a miglior tempo la esecuzione dell'opera.
L'edicola si compone di due parti: il basamento sul cui fronte verso il viale evvi la porta d'ingresso, e della'piramide su cui sta un tripode di metallo al quale si accede per mezzo di una scala a piuoli di ferro.
La zoccolatura è prevista di pietra vulcanica dell'Etna; la muratura in elevazione di pietrame e malta semidraulica: il rivestimento esterno, le cornici e le colonne, di pietra da taglio calcare compatta delle cave di Spaccaforno.
Nell'interno incassati nei muri a destra e a sinistra di chi entra, sono disposti N- 8 sarcofaghi in marmo di Carrara; sotto il pavimento gli ossarii.
L'altezza maggiore raggiunge m: 15,40.
Il preventivo di spesa in base ai prezzi correnti nel 1915 ascendeva a L. 10.000.





Tav. XL.
Villino a mare del Prof. Gaetano Minunni a Siracusa.
Il Prof. Gaetano Minunni possessore di uno stacco di terreno lungo la costa Cappuccini, sito ameno presso Siracusa - dal quale si gode la vista del mare e dei dorati tramonti - volle ivi far costruire un villino per sua abitazione. Esso è a pianterreno ed ha il pavimento elevato dal suolo di m: 1,50, mercè riempimento di pietrame di cava.
Vi si accede dal cancello a sinistra del fabbricato.
Lungo la facciata prospiciente su di una traversa della via Arsenale e lungo quella prospettante a mare, gira un terrazzo largo m: 1,70.
Dalla scaletta di legname ubicata fra il disimpegno e il W. C. si accede ad un ammezzato e ad un altro terrazzo che copre la stanza da pranzo.
Con apposita scala tagliata nella viva roccia si ar¬riva sino al livello del mare.
La pietra da taglio adoperata proviene dalle cave di Melilli
Il rivestimento apparente della muratura è in mattoni dello stabilimento Penna presso Sampieri.
Tutti i lavori furono eseguiti in economia.

















 
Torna ai contenuti | Torna al menu