Puzzo Francesco - Siracusani

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Puzzo Francesco

P-siracusani



Il fondatore della "famiglia" dei pupari siracusani fu Francesco Puzzo, da tutti chiamato Don Ciccio. Nacque a Siracusa il 16 maggio 1857 da Sebastiano e da Maria Formosa.
Con i suoi umili mezzi e con dialoghi scaturiti dalla sua mente per gente comune, richiamò assemblee di spettatori entusiasti del suo teatro, della sua abilità nel manovrare i pupi, della sua grande capacità di dare la voce ai Paladini, qualità che mettevano in risalto la semplicità e il senso poetico, la creatività e l'inventiva dei Siciliani.
Nacque in un periodo in cui Siracusa comprendeva anche la provincia di Ragusa, che divenne capoluogo nel 1927. In un territorio ricco di pupari con sede fissa o temporanea.
Nell'isola c'erano molti teatrini e nella provincia di Siracusa se ne registravano a Ragusa, Noto, Francofonte, Lentini, Sortino, Avo­la. Mentre, Canicattini Bagni, Solarino, Palazzolo Acreide, Cassaro, Feria, Carlentini, Buscemi, Buccheri, Melilli, Rosolini, Pachino, erano meta di pupari girovaghi, che venivano in occasione di festività o determinati giorni della settimana.
Francesco Puzzo, stagnino, scultore, decoratore, aveva appreso l'arte di puparo da Giacomo Longo, proveniente forse dalla Calabria, che dal 1835 annualmente raggiungeva Siracusa nel periodo invernale. Attorno al 1877 creò il suo primo pupo alto 80 cm con armatura di latta. In seguito, tutti gli altri furono costruiti sempre più alti, con ricche armature in bronzo e in ottone.
In quell'anno fece il suo primo debutto nel suo teatrino in via Teocrito, oggi via Mario Minniti, con l'episodio tanto caro agli spettatori e cavallo di battaglia dei pupari di tutti tempi "Guido di Santa Croce". Fu tanto gradito che il pubblico siracusano seguì il suo puparo fino alla chiusura del teatro.
Il 29 aprile 1880 sposò Maria Bianca (Siracusa 1.4.1865-20.1.1942), che divenne la sua inseparabile compagna per la vita e per il teatro, facendo spesso anche la cassiera. Si stabilirono in un'abitazione di via Gelone, oggi via Vittorio Veneto, dove il 14 giugno 1881 nacque il primo figlio, Angelo, che collaborò alla realizza­zione scenica e il 14 novembre 1884, il secondogenito, Sebastia­no, che scomparve in giovane età.
Intanto nel 1882 Don Ciccio spostò la sua "opra", in via della Maestranza, dove gestiva un cafè-Chantant, "Eldorado", per trasferirla nel 1889 in via Logoteta in un magazzino che chiamò "Teatro Bellini". Il 2 marzo di quell'anno nacque Giuseppe, che fu in seguito puparo.

Nel 1890 da Siracusa andò ad Augusta, dove il 16 febbraio 1891 nella casa di via Principe Umberto venne al mondo Ernesto, il più valente, erede del talento e della passione del padre, da cui apprese la recitazione e la scultura, la scenografia e la pittura, lo sbalzo, la lavorazione della cartapesta. Avvalendosi anche delle tecniche apprese in seguito, frequentando solo per tre anni la scuola d'arte.
Nel 1893 il "Teatro Bellini" si trapiantò di nuovo a Siracusa e il 26 marzo dello stesso anno nella casa di via Landolina nacque Margherita, che divenne come la madre, la costumista. E tale fu fino a quando il marito Francesco Capodicasa (Siracusa 19.2.1889-5.7.1970) collaborò con il fratello Ernesto nella gestione dell'opera dei pupi in via Dante. Ebbe cinque figli, Francesco, Emanuele, Eugenio, Nuccia, Maria. Morì il 18 gennaio 1952.

MARFISA il pupo più famoso

 
 
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