Spampinato Marcello - Siracusani

Vai ai contenuti

Menu principale:

Spampinato Marcello

S-siracusani

Un pilota siracusano degli anni '20: Marcello Spampinato di Cesare Samà
Tratto da “I SIRACUSANI” ANNO III N.15 SETTEMBRE OTTOBRE 1998
Autentico sportivo siracusano, in gioventù fu un ottimo ciclista; poi, con una Diatto partecipò nel 1928 alla I Coppa Città di Siracusa e nel 1929, con una Bugatti, al Giro di Sicilia.

documentazione pdf




Marcello Spampinato su DIATTO alla partenza della I Coppa Città di Siracusa
La storia è sempre costituita da episodi e ciò, ovviamente, avviene anche in ambito locale; quando, poi, quel gruppo, quella comunità che ha creato e vissuto quegli episodi si assottiglia e poi scompare, di solito, si perde ogni memoria sia dei fatti che dei personaggi. E per questo che, mentre vivono ancora persone che hanno dei ricordi ed esistono documenti che attestano i fatti, scrivo della prima corsa automobilistica siracusana, ili mi personaggio siracusano che, con molto onore, vi prese parte, e di altre cose che fanno da corollario al tutto.
Marcello Spampinato, padre di mia madre (e di altre 4 sorelle), era nato a Siracusa il 6 marzo 1892, ottavo dei sedici figli di don Agostino, proprietario del grande forno con annesso panificio di piazza San Giuseppe. Da giovane Marcello partecipò a molte gare ciclistiche e, fino a qualche tempo fa, qualcuno, fra i suoi ricordi da ragazzo, "vedeva" ancora gli accesi duelli sulle due ruote fra lui e l'amico- rivale Cannarella, sulle polverose strade che portavano a Palazzolo ed a Melilli. Si racconta che fosse talmente hravo sui pedali che gli amici avevano coniato per lui l'incitamento 'Ncacca Maccellu ca Spampinatu ti passa
Nel 1912 fu chiamato alle armi nel Genio Ferrovieri - la professione civile sul Foglio Matricolare risulta quella di chauffeur - dove fu subito assegnato alla Compagnia Automobilisti. Con questo Reparto, nel 1913, fu mandato in Libia dove partecipò a diverse Campagne di guerra. Tornò in Italia, congedato, nel 1919 e da allora lavorò sempre in attività che l'avrebbero tenuto a stretto contatto con la meccanica e le automobili.
Le storie sul suo conto, sentite da più voci, narrano diversi episodi legati a questo mezzo: celebre, fra chi lo conobbe, la salita e successiva discesa, in auto, della scalinata della Cattedrale. La sua guida perfetta dell'auto staffetta, in occasione della visita che Re Vittorio Emanuele III effettuò a Siracusa nel 1930, gli fece meritare in dono, da parte dello stesso sovrano, un portasigarette in oro e argento sbalzato con lo stemma di Casa Savoja del quale, purtroppo, rimane solo lo scatolo. Il 27 maggio 1928 partecipò alla Prima Coppa Città di Siracusa con una DIATTO.
Paolo Rio, nella cronaca dei giornali dell'epoca, così scriveva. Siracusa, 28 maggio.
La corsa automobilistica, di cui vi demmo ieri le prime notizie, destò un interesse vivissimo nella nostra popolazione.
Tribune e traguardo erano collocati sulla strada Siracusa-Canicattini, in contrada San Nicola. Tra le autorità più spiccate intervenute abbiamo notato il Prefetto Rosso, il segretario federale console generale Armando Flusso, il Questore Giorgi e parecchi altri.
Le tribune e il prato adiacente sono affollatissimi. Donna Anna Rosso, consorte del Prefetto, gentil mente ha accettato l'invito di funzionare da starter ed ha dato il via ad una ad una alle quindici macchine concorrenti che si sono allineate lungo li strada.
Applausi frenetici ed auguri da parte del pubblici accompagnano la partenza di tutti i corridori. Particolarmente festeggiati sono i siracusani Marcello Spampinato e il cav. Ottavio Schermi, il torinese Mortarotti e il catanese Cicerano (padre e figlio).


La licenza di conduttore per il 1928 firmata da Vincenzo Florio, presidente della Commissione Sportiva del R.A.C.I.

Il percorso del circuito chiuso è di 120 Km ii quattro giri: Bivio Canicattini — Floridia Grottaperciata - Bivio Canicattini. (…) Al terzo giro Schermi passa come un bolide davanti le tribune impiegando in questo giro minuti primi 17 e 59 secondi alla forte media oraria di Km 100,090. Questa bella impresa suscita in tutti gli spettatori un'onda di entusia¬smo, peccato che è troppo tardi perché Cicerano e Spampinato già sono quasi a metà strada per terminare il quarto giro.
Ma chi si fa notare con lusinghieri apprezzamenti è Marcello Spampinato il quale con una «Diatto» da turismo compie prodigi di velocità e di regola¬rità per tutti e quattro i giri affermandosi un pilota di classe degno del massimo elogio mag¬giormente perché è la prima volta che si esibisce in una gara automobilistica. La classifica generale (10 arrivati) fu la seguente:
Cicerano su Alfa Romeo che terminò il percorso dei 120 chilometri in Ih 16' e 8";
Spampinato su Diatto in Ih 21' 31";
Schermi su Bugatti in Ih 22' 41";
Iacona su Diatto in Ih 27' 46";
Tampieri su Diatto in Ih 30' 45";
Costanzo su Alfa Romeo in Ih 32".
L'anno successivo, il 1929, Marcello Spampinato fu iscritto, coepier l'amico Luciano Rizza, al V Giro di Sicilia su una Bugatti.





Secondo quanto raccontatomi qualche anno fa da don Cecè Malfa, probabilmente il principe degli chauffeur siracusani, la macchina era stata affidata al nonno da un rappresentante di liquori francese.



Tobruk: I componenti il Parco Automobilistico che era composto da FIAT, Isotta Fraschini. SPA e Zust. (Spampinato è in alto a sinistra)
Marcello preparò lui stesso il motore e "zio" Cecè mi raccontò delle prove della Bugatti - da Pozzo Ingegnere a piazza Pancali - che, a suo dire, era proprio un bolide; ricordava pure, nell'auto, l'assenza «li un faro che, come ho appurato poi dalla foto, mancava veramente.
«Cecè, i ummi nun tenunu, ma soddi pi cangiaraccilli nun haju»(2) gli aveva detto il nonno che, sem-pre a dire di zio Cecè, a Buonfornello era addirittura transitato in testa. Strada facendo, sia per il deterioramento delle gomme, sia (come racconta la figlia Maggiorina - quella, delle sorelle, che per carattere e spirito d'avventura più somiglia al padre - che l'aveva sentito raccontare direttamente da Marcello) per il fatto che alla azzurra Bugatti "francese" (siamo nel Ventennio) gettavano sul percorso chiodi a diverse punte e ogni cambio ruota (e cerchione) comportava lo svitaggio di moltissimi bulloni, giunto a Siracusa mandò tutti a quel paese ritirandosi dalla corsa e dalle competizioni. In un ritaglio di un giornale dell'epoca su carta azzurra, senza data e trovato dietro la foto con la Bugatti, così si legge: Marcello Spampinato e Luciano Rizza che giti precedentemente dettero alla nostra città delle brillanti affermazioni nel campo automobilistico, sicuri nelle loro doti d'uomini volitivi, audaci ed esperimenti, stanno partecipando al Giro di Sicilia con una Bugatti Gran Prix cat. 2000. Noi che conosciamo le difficoltà e i sacrifici che hanno dovuto superare i nostri due validi rappresentanti, attendiamo fiduciosi l'esito e fin d'ora plaudiamo all'iniziativa onorevole e agli sforzi ammirevoli che tornano a tutto vanto della nostra città.


Marcello Spampinato in Africa al volante di una SPA.


Nel 1935 Marcello ritornò in Africa, ad Asmara, lavorando sempre in ambito meccanico per il Governatorato e dopo essere rientrato a Siracusa, lavorò per il Consorzio Agrario dirigendo (siamo in piena autarchia) la manifattura della lavorazione del cotone.
Il 26 settembre 1945, a 53 anni, il suo "motore" si fermò per sempre. Voglio aggiungere a queste storie una notizia che è pure un invito, un appello. Della corsa siracusana «lei 1928 ho visto, diversi anni fa, un filmato di alcuni minuti trasmesso da una TV locale diretta allora da Armando Greco. Nonostante le raccomandazioni, su quella cassetta (e non solo su quella) altri avevano sopraregi-strato e, quindi, si era perso tutto. L'autore del filmato era il Cav. Giuseppe La Rizza, grande cinea-matore siracusano, che possedeva nella sua cineteca anche tanti altri episodi di vita siracusana. Con molta probabilità, il materiale prodotto dal Cav. La Rizza passò nelle mani della figlia Rita che vive ormai da tempo a Roma e che non è stato mai possibile rintracciare. Se qualcuno dei lettori, potesse fornire qualche notizia utile a fare ricuperare al patrimonio culturale della città queste preziose testimonianze, è pregato di mettersi in contatto con la Redazione di questa rivista.



Marcello Spampinato e Luciano Rizza sulla Bugatti con la quale parteciparono al V Giro di Sicilia nel 1929.

Note.
- "Pigia, Marcello, che Spampinato ti sorpassa".
- "Cecè, le gomme non tendono, ma soldi per cambiarle non ne ho '.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu