Cartia Corrado detto Dino - Siracusani

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Cartia Corrado detto Dino

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Una personaggio difficile da definire, certamente un "rompi palle", una "pecora nera" non omologata. Sempre fuori dagli schemi sembrava essere sempre contro tutto e tutti e questo a causa della sua "insoddisfazione" consapevole che la città che amava, la sua Siracusa, non era quella che Lui desiderava a causa della cattiva politica locale. In proposito usava dire: "pessi semu e pessi arristamu".


Il 27 Dicembre 2016 in sua memoria è stato realizzato, promotore Salvatore Russo, il "premio Corrado Cartia".


Grazie a tutti coloro che questa sera hanno voluto ricordare Dino Cartia. Ripropongo il pezzo uscito su Siracusa2000, di cui ringrazio il giornalista:
"Intitolare una strada o una piazza della città a Corrado Cartia. Una proposta avanzata da più parti, in varie occasioni e che, adesso, ha assunto il carattere dell’ufficialità, con una formale richiesta presentata dai familiari all’ufficio protocollo generale del Comune. La comunicazione è stata data, questo pomeriggio, nel corso della cerimonia di consegna del “Premio Corrado Cartia”, che si è tenuta nel salone Borsellino di Palazzo Vermexio, per iniziativa del Comitato Attivisti Siracusani, rappresentato da Salvatore Russo, con la collaborazione del prof. Luigi Amato e delle due figlie di Corrado Cartia, Loredana e Barbara. Articolato in sei sezioni, il premio è stato assegnato ad Aldo Formosa per il teatro, a Paolo Bordonali per la narrativa, ad Randazzo Antonio per l’arte, a Don Rosario Andrea Lo Belloper l’ambiente, a Fausta Di Falco Di Falco per l’editoria, ed a Prospero Dente per il giornalismo. L’intenzione degli organizzatori, come auspicato da Salvatore Russo, presentando i sei premiati, è quella di fare del “Premio Corrado Cartia” un appuntamento annuale, allo scopo di perpetuare il nome e la figura di un personaggio che ha scritto pagine importanti nella storia del giornalismo e che, certamente, rappresenta una memoria storica della politica e, più in generale, della vita della città Siracusa. A tracciare un profilo del giornalista scomparso il 1 dicembre 2012 è stato Aldo Formosa che, sul filo della commozione, ha raccontato alcuni aneddoti legati alle sue collaborazioni con Cartia, soprattutto nell’organizzazione di eventi su Elio Vittorini. Sottolineandone il carattere geniale e fuori dal coro, Formosa ha ricordato che è stato grazie alle pressioni esercitate da Corrado Cartia, che la Provincia regionale di Siracusa, ha acquistato lo studio della famiglia Vittorini, attualmente ospitato all’interno della Biblioteca provinciale di via Brenta. Di Corrado Cartia studioso della famigliaVittorini ha parlato anche don Rosario Lo Bello, richiamando alla memoria quella volta quando “mi telefonò in parrocchia e mi chiese di consultare il registro degli atti di matrimonio tra Elio Vittorini e Rosina Quasimodo”. Una semplice consultazione destinata, però, a durare a lungo, visto che, come ha raccontato con simpatia ed affetto, il parroco di San Paolo Apostolo, “mi ha restituito quel volume solo dopo numerose telefonate”. Evidentemente, per Cartia quell’atto di matrimonio era talmente importante e prezioso, che lo ha voluto studiare attentamente e nei minimi particolari, per accrescere ancor più la sua conoscenza del Vittorini uomo. L’appuntamento adesso è per la seconda edizione del Premio che sarà celebrata alla fine del prossimo anno, nel frattempo, però, l’auspicio è che l’Amministrazione comunale di Siracusa accolga con favore la richiesta della famiglia, affinchè anche il nome di Corrado Cartia possa entrare, presto, nella toponomastica di Siracusa.
Salvatore Russo
il premio è stato assegnato ad Aldo Formosa per il teatro, a Paolo Bordonali per la narrativa, ad Randazzo Antonio per l’arte, a Don Rosario Andrea Lo Belloper l’ambiente, a Fausta Di Falco Di Falco per l’editoria, ed a Prospero Dente per il giornalismo.


Dino Cartia, nato a Siracusa il 5 dicembre 1941, frequentò lo storico liceo classico “Tommaso Gargallo”, fucina di tanti intellettuali ed uomini di cultura. Le sue prime inchieste giornalistiche nacquero a “L’Eco di Sicilia”, fondato dall’amico Armando Greco, con il quale collaborò sin dal 1968, poi il trasferimento a Roma dove lavorò come programmista-regista al “Notturno Italiano”, programma radiofonico della Rai.
Nel 1975, con l’avvento delle radio e televisione libere private, Cartia si occupò della redazione del Tg, in alcune televisioni private della capitale: Antenna 4 e Teleregione Roma. Rientrato a Siracusa nel 1982 iniziò a collaborare con la sede regionale della Rai, dove conduceva “Caffè Sicilia”, uno dei programmi radiofonici più ascoltati dell’epoca.
Passò subito dopo a Video Siracusa e Video Regione, dove nel 1983 diede vita, tra i primi in Italia, alla “televisione del mattino”, trasmettendo dagli studi di Video Regione, in diretta, alle ore 7, “Telemattino”, un magazine, presentando le prime pagine dei quotidiani, con notizie e commenti sui fatti della giornata.
Nella storia rimarranno le sue dirette in occasione del terremoto del 13 dicembre 1990, quando dallo studio del suo Tvs Notizie, condusse un lungo no stop, informando, intrattenendo e tranquillizzando la popolazione, proprio mentre la terra continua a tremare. A seguire, le esperienze nelle tv catanesi: collaborò con Telecolor – Video3 e diresse Rei Tv di Giarre. Nel 1993 gli editori di Tele Marte Siracusa gli affidano la direzione dell’emittente che, grazie all’impegno, alla sua professionalità ed alla sua tenacia di Corrado Cartia, divenne uno dei Tg più seguiti, unico a quell’epoca, a mandare in onda tre edizioni giornaliere tutte in diretta.
Dal 1995 al 2005 l’incarico di “Esperto per l’informazione”, presso la Provincia Regionale di Siracusa, dove ha diretto la rivista “La Provincia di Siracusa”, il bollettino degli atti amministrativi “Provincia Informa”, occupandosi dell’ufficio stampa del Consiglio provinciale. Nel luglio del 2009 è stato chiamato dal direttore Gianni Contino e dal caporedattore Gaetano Guzzardo nella redazione online del Giornale di Siracusa.it, a misurarsi, nonostante la malattia che ormai non lo lasciava più solo, anche con il nuovo strumento del web. Un’esperienza questa che lo entusiasmava sapendo la portata della rete internet.
Tra le sue ultime pubblicazioni, “Vermexio Racconta”, una ricostruzione della storia amministrativa e politica del Comune di Siracusa, “La Provincia Racconta”, e “Siracusa nel cuore – i Vittorini”.
Dalla Sede Nazionale, gennaio 2013

Di lui scrisse Aldo Formosa:
di Aldo Formosa

Fecondo creatore di iniziative culturali, Corrado Cartia ha ideato il libro “Dall’Asteria Blu Dancing al Manhattan Club” dedicandolo ad un intero capitolo della storia di Siracusa del secolo scorso.
Il destino gli ha negato la gioia di vedere questa sua ennesima creatura in libreria, ma benchè postuma la pubblicazione (Morrone Editore) si colloca nel contesto delle cronache sociali della Siracusa degli anni ‘60.
Cartia, prima di morire, confidò agli amici: “Spero di avere lasciato una traccia…”. E la sua traccia esiste in una vita di un uomo estroso ed umorale, che dell’inventiva culturale ha sempre fatto uno scopo esistenziale.
Qualcuno dovrà scriverla la “traccia” lasciata da Cartia, perché si tratta anche di una traccia strettamente legata alla città, a quella Siracusa che nel secolo scorso subì una trasformazione epocale non solo sul versante del sociale, ma anche in una concatenazione di eventi che ne snaturarono la paciosa fisionomia.
Dino Cartia ha molte iniziative al proprio attivo. Con Armando Greco (altro personaggio storico di una gioventù siracusana sempre alla ribalta della creatività) tentò pure di realizzare una casa editrice a Roma per portare nelle librerie nuovi autori.
A lui si deve se, dopo tanto insistere, la Provincia regionale di Siracusa si convinse ad evitare la dispersione acquistando la Biblioteca, i mobili, le suppellettili, i cimeli, la scrivania dove studiò Elio Vittorini, che ora si trovano allocate nella sede della Biblioteca di via Brenta.
A Dino Cartia si deve anche l’apposizione di una targa commemorativa accanto al portoncino dell’appartamento della Mastrarua dove nacque Elio Vittorini. Così come a lui si devono i ricorrenti Convegni siracusani sul Futurismo che attraversò anche la nostra città.
E infine fu Cartia ad avere per primo l’idea di realizzare il “Premio Vittorini” letterario, che per carenza di provvidenze economiche non riuscì subito a decollare, ma che fu poi ripreso dalla Provincia regionale che ne fece il fiore all’occhiello.
Oggi Dino Cartia ci manca molto. Con la sua inventiva, il suo trascinante entusiasmo, il suo dinamismo incontenibile, le sue avventurose incursioni culturali ed artistiche. Come quando volle la mia collaborazione al Vasquez per celebrare, ancora una volta, Elio Vittorini. Ottenne il supporto del Comune grazie alla sensibilità dell’allora sindaco Fatuzzo e dell’assessore alla cultura Francesco Ortisi.
Occupandomi del settore artistico, rielaborai con adattamento teatrale di “Conversazioni in Sicilia” avendo come interpreti Edoardo Siravo, Pippo Bianca, Maria Teresa D’Andrea, Giuliana Accolla, Aldo Spitaleri.
Fu un successo che lasciò il segno anche nell’ambiente scolastico, perché al termine dello spettacolo alcune insegnanti di lettere mi rivolsero parole di compiacimento affermando che la mia drammatizzazione di “Conversazioni in Sicilia” aveva fatto capire Vittorini più dei libri di testo che si studiano a scuola.

Filmato a cura di Giovanni Polito, l'intervento di Antonio Randazzo
 
 
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